PSICOLOGO PER PROBLEMI D’ANSIA A CAGLIARI
In questa pagina potrai trovare diverse informazioni che riguardano la mia professione di Psicologo che a Cagliari si occupa di problemi d’ansia.
Quando si vuole inizia un percorso psicologico, penso che sia importante farsi un’idea della persona a cui ci si rivolge.
La nostra testa è importante e non è utile andare dal primo che si trova su internet.
Ho cercato di realizzare questa pagina pensando proprio a questo, al fine di darti diverse informazioni che possono servirti per capire e fare una scelta consapevole.
Possono comunque non esserti sufficienti per permetterti di capire se iniziare con me un percorso.
Sentiti dunque libero di contattarmi qualora lo ritenessi utile.
I miei riferimenti li troveri più in basso.
Buona lettura.
QUANDO CONTATTARMI
Se ti trovi su questa pagina è possibile che tu o una persona per la quale stai cercando uno Psicologo a Cagliari per gestire l’ansia possa giovare del supporto di un professionista.
Non è detto che ci si trovi di fronte a un vero e proprio disturbo, qual può essere un disturbo d’ansia.
È possibile, tuttavia, che il livello di disagio personale o il grado di compromissione che questo sta causando esortino a ritenere cosa saggia e giusta parlarne con un esperto.
In genere i motivi per i quali le persone mi contattano per problemi d’ansia vertono attorno a questi temi:
- Stati d’ansia improvvisi e intensi accompagnati dal timore di perdere il controllo, impazzire, soffocare o avere un infarto;
- Sensazione persistente d’ansia sociale, con la paura di essere giudicati in modo negativo, considerati strani, goffi o ridicoli dagli altri;
- Vissuti costanti d’ansia ossessiva, alimentati dal timore dei propri pensieri o dalla paura di contaminazioni, infezioni o germi;
- Paura prolungata di trovarsi soli o intrappolati in luoghi dai quali è difficile allontanarsi, tipica degli stati d’ansia agorafobica;
- Ansia da prestazione protratta, legata al timore di non riuscire, di commettere errori o di non essere all’altezza dei propri standard;
- Senso di inadeguatezza duraturo, con paura di sentirsi inferiori, diversi o incapaci rispetto agli altri;
- Preoccupazione costante per la propria salute, con ansia legata all’avere una malattia grave o un disturbo fisico importante;
- Esperienze di ansia da fobia, incentrate sul timore di situazioni specifiche come vomitare, guidare, volare, fare visite mediche, etc;
- Ansia di separazione persistente, con forte paura di staccarsi da una persona significativa o di restare soli.
Vediamone qualcuno nel dettaglio.
CRISI D’ANSIA
Vanno distinte almeno tre situazioni simili tra loro: le crisi emotive, le crisi di panico e le crisi d’ansia.
Nelle prime ciò che caratterizza lo stato di crisi è il livello d’intensità dell’emozione che si sta vivendo, indipendentemente dalla natura dell’emozione in sé e per sé.
Ad esempio, si registrano crisi emotive legate a scoppi di rabbia, come pure crisi emotive legate a stati di profonda tristezza.
Nelle secondo caso, al contrario, lo stato di crisi è legato a un episodio specifico di paura, noto come “attacco di panico“.
In breve, si tratta di reazioni di paura estremamente intense, di breve durata, solitamente circoscritte attorno a un tema specifico (ad es., paura di morire, paura di impazzire, paura di avere un attacco di cuore).
Differentemente, le crisi d’ansia si caratterizzano per il fatto che lo stato di crisi è legato a una condizione d’ansia più che di paura, di durata solitamente più lunga e non circoscritta attorno a uno specifico tema di preoccupazione.
In pratica, la persona si ritrova a vivere un livello d’ansia intenso, duraturo e generalizzato esprimibile nel modo seguente:
- a un livello psicologico, compare un rapido flusso di pensieri negativi che lasciano la persona in uno stato costante di apprensione;
- a un livello fisico, si presentano i classici sintomi d’ansia (ad es., fame d’aria, tensione muscolare, battito accelerato), ma più accentuati;
- a un livello di motivazione, si percepisce un intenso bisogno di risolvere rapidamente tutti i problemi che vengono in mente.
Comune è il ritrovarsi a rimuginare attorno a ciò che sta suscitando ansia, come pure il ricercare rassicurazioni esterne, con il risultato finale di sentirsi sempre più agitati, spaventati e confusi sul da farsi.
In alcuni casi tali crisi possono accompagnarsi a episodi di panico, nella misura in cui la persona iniziasse a maturare scenari catastrofici sulla propria condizione (ad es., perdita del controllo sulla propria mente) o non riuscisse a trovare nessuno capace di rassicurarla.
Per simili forme di disagio, la terapia è solitamente incentrata nella gestione del rimuginio e nel potenziamento delle capacità di contenimento autonomo della propria ansia.
SENSO COSTANTE DI ANSIA
Un conto è vivere occasionalmente stati d’ansia.
Un altro è ritrovarsi costantemente nell’ansia.
Indipendentemente dall’intensità, vivere periodi prolungati di ansia comporta un malessere fisico e psico-emotivo.
Da un punto di vista fisico, ad esempio, si riscontrano spossatezza , tensioni muscolari (comportanti anche dolori), alterazioni del sonno, difficoltà a concentrarsi e vuoti di memoria.
Da un punto di vista psico-emotivo, invece, si riscontra un fluire costante di pensieri angoscianti di varia natura che possono comportare stati persistenti di irrequietezza e irritabilità.
Solitamente le persone che vivono ansia per periodi prolungati lamentano più di frequente pensieri ansiogeni generalizzati, ossia non circoscritti a uno specifico dominio di vita.
Ad esempio, possono passare rapidamente dal sentirsi preoccupate per il lavoro, al sentirsi in ansia per la formazione scolastica dei figli, la salute personale, il rapporto con il partner e così via.
Si assiste cioè a un accavallarsi di pensieri catastrofici che portano a non riuscire a rilassarsi e “staccare la spina” e rimanere per contro sempre vigili e attenti.
Spesso la persona si rende conto che l’entità delle proprie preoccupazioni è eccessiva, ma non riesce ciononostante a trovare un modo per far stare la propria mente più tranquilla.
“Allentare la presa” prendendo le distanze dai propri pensieri ansiogeni, infatti, viene vissuto come un “abbassare la guardia” e divenire per questo più esposti a possibili eventi negativi.
È presente, in pratica, un costante stato di allerta che assolve una funzione protettiva per la persona, quale quella di poter prevenire situazioni ed eventi negativi.
Un esempio è l’ansia che si prova nel percepire che tutto sta andando bene o quella che si vive quando ci si accorge di starsi rilassando, aspetto che porta spesso le persone a credere di creare da sé la propria ansia.
Senza che ce ne si renda conto, dunque, è spesso questo desiderio di essere certi al 100% di riuscire a prevenire future minacce che mantiene il problema d’ansia.
Una terapia incentrata sulla modifica di questi schemi disfunzionali di pensiero aiuta a ridimensionare la frequenza con cui si manifesta l’ansia.
ECCESSIVA ANSIA SOCIALE

Una comune preoccupazione che è presente tra le persone che seguo come Psicologo a Cagliari per problemi d’ansia è la paura del giudizio degli altri.
Sembra che nel contesto cagliaritano si dia molta importanza all’immagine sociale, al punto che per molti questo diventi un grande problema.
Chiaramente, quanta più importanza si starebbe dando al fare “buona figura” o all’evitare di fare “brutta figura”, tanto più si vivrebbe ansia sociale.
Le ragioni possono essere svariate e tutte legate ai motivi per i quali si starebbe dando rilevanza alla propria immagine sociale.
Ad esempio, si può temere di venire giudicati negativamente dagli altri a motivo della difficoltà che si vivrebbe nello scrollarsi di dosso l’etichettata dispregiativa che questi ci avrebbero attribuito.
Un problema di difesa della propria immagine sociale, in pratica, che porterebbe di riflesso a sentirsi vittime impotenti del giudizio altrui, con conseguente danno alla propria immagine personale.
Oppure si potrebbe temere di venire giudicati dall’altro a motivo delle conseguenze che questo potrebbe avere su altre sfere di vita, quali quella familiare o lavorativa.
Perdere di “social appeal” può infatti non avere conseguenze in una coppia costruitasi attorno al valore del supporto emotivo reciproco , ma avere ripercussioni in una legata al valore del riconoscimento sociale.
Molte forme di terapia di coppia iniziano proprio nel momento in cui simili equilibri vengono intaccati da fattori esterni quali possono essere la perdita di status e prestigio sociale.
Al tempo stesso, perdere di credibilità sociale può impattare negativamente mansioni lavorative nelle quali l’immagine sociale è parte integrante della propria professione.
Quali che siano le ragioni che starebbero portando ad attribuire particolare importanza alla propria immagine sociale, specifici comportamenti manterrebbero il problema d’ansia sociale.
Ne sono un esempio:
- gli sforzi per sentirsi socialmente ineccepibili o inattaccabili in termini di aspetto estetico, abbigliamento e atteggiamento;
- il recarsi principalmente nei contesti più gettonati e di tendenza del momento, come pure l’evitarli completamente;
- il non esporsi sui social o sulle piattaforme sulle quali potrebbe essere utile auto-promuoversi per finalità lavorative;
- l’uscire poco o farlo soltanto con pochi e intimi amici in luoghi isolati o poco affollati;
- non confidarsi mai con nessuno su quanto starebbe facendo sentire vergognosi e inadeguati.
In questi casi la terapia si focalizza sul comprendere e modificare l’importanza attribuita all’immagine sociale per mezzo di interventi specifici a livello di convinzioni e comportamenti disfunzionali.
COME LAVORO A CAGLIARI
Nel mio lavoro come Psicologo a Cagliari per problemi d’ansia seguo l’approccio della terapia cognitivo comportamentale.
È una particolare forma di terapia, nata dalla ricerca scientifica.
Non si usa né il classico lettino che si vede nei film, né si seguono rigide procedure, come il vedersi almeno tre volte la settimana o l’analista che rimane in silenzio tutto il tempo.
Al contrario, si cerca di rendere la relazione terapeutica come una qualsiasi altra relazione , ossia caratterizzata da reciproco dialogo, ascolto, rispetto e simpatia.
La persona non è passiva nel processo di cura, ma gioca un ruolo fondamentale nella definizione e risoluzione del problema.
Terapeuta e paziente, infatti, si configurano come una squadra nella quale vengono definiti compiti e obiettivi specifici da perseguire.
Nel dettaglio, al terapeuta viene affidato il compito di fornire strumenti terapeutici e informazioni inerenti il problema riscontrato durante i primi colloqui.
Diversamente, al paziente viene affidato il compito di implementare la strategia pianificata, anche mediante esercizi da compiere a casa o in altri contesti.
Solitamente i primi colloqui servono per conoscersi reciprocamente e avere un’idea il più possibile chiara del problema su cui si vuole lavorare.
La definizione del problema solitamente avviene dopo aver raccolto diverse informazioni sulla condizione d’ansia, la storia personale, la vita attuale, etc.
Segue dunque una fase in cui terapeuta e paziente ragionano assieme su quale strada seguire per ridurre la condizione d’ansia su cui si sta lavorando.
Solitamente questo avviene provando a scardinare alcune idee improprie sull’ansia e il suo controllo, come pure modificando i modi che la persona sta adottando per gestirla.
All’occorrenza si potrà fare ricorso a pratiche di rilassamento, esercizi di meditazione o tecniche immaginative per sciogliere nodi emozioni che starebbero impedendo al problema di risolversi.
QUALI RISULTATI ASPETTARSI
Non posso garantire che il problema d’ansia su cui si lavora venga risolto al 100%.
Farlo significherebbe mentire al paziente o indurre un’aspettativa irrealistica.
Fatta tale premessa dolente, veniamo a risvolti più ragionevolmente ottimistici.
Per prima cosa dobbiamo qui specificare che i problemi d’ansia sono quanto di più conosciuto in psicoterapia.
Sappiamo come nascono e cosa li mantiene, al punto che nel lontano passato si è anche arrivati a “indurli” artificiosamente in laboratorio!
Si tratta dunque di situazioni di disagio assolutamente reversibili, proprio in quanto l’ansia non è un problema se non eccessiva.
Ecco così spiegato il secondo aspetto che ritengo sia bene segnalare: guarigione non significare non avere più ansia.
Al contrario, il migliore esito che si potrebbe ottenere è proprio l’opposto, ossia riuscire ad accogliere e convivere con l’ansia.
La maggior parte dei problemi d’ansia, infatti, nascono proprio dalla difficoltà che le persone incontrano nel convivere con questo stato d’animo.
Si cerca di scacciarla via, finendo inevitabilmente per ingigantirla fino a renderla disfunzionale.
Una buona terapia, al contrario, insegna come stare nell’ansia, modulandone l’espressione e migliorandone la gestione.
Un altro aspetto che ritengo degno di nota è che non vi può essere guarigione se non ci si espone all’ansia.
Come chi vuole imparare a nuotare ha bisogno di entrare in acqua, chi vuole imparare a gestire l’ansia ha bisogno di entrare in ansia!
Questo è quello che solitamente si fa nei percorsi di psicoterapia: creare un percorso di esposizione graduale a ciò che si teme, così da abituarsi un passettino alla volta.
Infine, un ultimo aspetto che mi sentirei di sottolineare è il seguente: non abbiate fretta.
La fretta è figlia dell’ansia di risolvere il problema d’ansia.
Se si vuole lavorare sull’ansia si ha dunque bisogno di imparare ad accettare di avere un problema d’ansia senza fare i salti mortali per risolverlo.
Farlo, al contrario, non farebbe che accrescere il senso di urgenza e dunque la stessa ansia!
Impariamo dunque a coltivare dapprima la pazienza.
Sarà essa la nostra migliore alleata.
DOVE RICEVO A CAGLIARI
La mia attività professionale come Psicologo a Cagliari che si occupa di problemi d’ansia al momento è online in video-chiamata tramite Whatsapp o Meet, ma a breve sarà disponibile anche in presenza in studio.
Se fossi interessato a ricevere supporto online o altre informazioni relative alle sedute, puoi scrivermi o chiamarmi ai recapiti che trovi più in basso.
Diversamente, se volessi venire aggiornato su quando sarà possibile ricevere supporto psicologico in presenza a Cagliari, puoi lasciare i tuoi riferimenti per essere ricontattato non appena attiverò questo servizio.
COME CONTATTARMI
È possibile contattarmi chiamandomi telefonicamente o mandandomi un messaggio su whatsapp, oppure mandandomi un’e-mail ai seguenti recapiti:

Qualora non rispondessi subito, avrò cura di farlo non appena mi sarà possibile.
Diversamente potete contattarmi attraverso il modulo di contatto che trovate qui in basso.










