PSICOLOGO PER OSSESSIONI E COMPULSIONI A CAGLIARI

Quando si vuole iniziare un percorso psicologico, penso che sia importante farsi un’idea della persona a cui ci si rivolge.

La nostra testa è importante e non è utile andare dal primo che si trova su internet.

Ho cercato di realizzare questa pagina pensando proprio a questo.

Il motivo è semplice: promuovermi come Psicologo a Cagliari che si occupa di ossessioni e compulsioni dandoti al contempo tutte le informazioni sul mio lavoro al fine di permetterti di compiere una scelta consapevole.

Possono comunque non esserti sufficienti per permetterti di capire se iniziare con me un percorso.

Sentiti dunque libero di contattarmi qualora lo ritenessi utile.

I miei riferimenti li troveri più in basso.

Buona lettura.

QUANDO CONTATTARMI

Non sempre l’avere dei pensieri intrusivi ossessivi dovrebbe richiede il supporto di uno Psicologo.

Ad oggi sappiamo infatti che circa l’80% delle persone intervistate in alcuni studi abbia dichiarato di aver vissuto nel corso della vita pensieri intrusivi del tutto analoghi (nel loro contenuto) a quelli riportati da chi soffre invece di un problema di ossessioni e compulsioni.

Le ossessioni sono dunque esperienze psicologiche normali a cui la maggior parte delle persone va incontro in un momento o l’altro della vita.

Il rivolgersi a uno Psicologo, per contro, potrà essere una scelta opportuna nel caso in cui  la frequenza e la durata delle ossessioni e delle compulsioni fosse eccessiva e/o nel caso in cui l’intensità del disagio psicologico che si accompagna al loro emergere fosse anch’esso importante.

Detto diversamente, quando i pensieri intrusivi diventano troppo frequenti e persistenti e/o quando il disagio associato al loro emergere e alle compulsioni diventa troppo intenso, di difficile gestione e ostacolante il proseguimento della vita quotidiana, è allora utile rivolgersi a uno Psicologo.

Immagine che mostra una persona che parla con uno Psicologo che prende appunti, un'ambientazione classica per il supporto alla salute mentale, quale è quella proposta a Cagliari dal Dr. Alessio Congiu per problemi di ossessioni e compulsioni

Esempi simili possono essere i seguenti:

  • un’insofferenza marcata e invalidante (ad es., perdita di diverse ore giornaliere) a ridurre rituali compulsivi di lavaggio e igienizzazione, legata al continuo persistere di pensieri ossessivi di possibile contaminazione da agenti patogeni;
  • un bisogno impellente e ingestibile di controllare più volte al giorno la corretta esecuzione di azioni per il timore di sbagliare e sentirsi responsabile di conseguenze molto negative per sé o per altri;
  • un continuo e logorante rimuginare attorno alla natura dei sentimenti che si provano verso il partner nella speranza di scongiurare il rischio di compiere una scelta sbagliata nel proseguire o interrompere il rapporto affettivo;
  • un’angoscia continua e di difficile gestione di star per  impazzire o perdere il controllo di sé, di star perdendo la memoria o le proprie capacità mentali, di poter compiere un gesto folle o e scellerato (ad es., sterzare bruscamente il volante quando si è alla guida);
  • sopraggiungere di una marcata paura di essere omosessuale, a dispetto del proprio orientamento eterosessuale, che porta a continui ripensamenti sui propri interessi sessuali e a controlli compulsivi sulle proprie preferenze (ad es., osservare gli uomini/donne per sincerarsi di non provare eccitazione)
  • persistente ansia che le persone con cui si parla possano scoprire i pensieri negativi e riprovevoli che involontariamente si hanno su di loro.

Vediamone qualcuno nel dettaglio.

NON CAPIRE SE SI È INNAMORATI

Immagine di una persona che riflette tra due scelte da compiersi non riuscendo a scegliere, usata per riferirsi al dubbio ossessivo patologico di cui si occupa a Cagliari il Dr. Alessio Congiu

Sara è impegnata in una relazione sentimentale da diversi mesi, ma ancora non riesce a capire che cosa prova nei confronti del suo compagno.

Si trova bene con lui, ci trascorre delle serate piacevoli ridendo e scherzando del più e del meno, ma non sa se in un rapporto questo tipo di benessere possa essere sufficiente.

Non prova infatti quella passione travolgente che in passato ha provato per altri uomini, con cui ha intrattenuto delle relazioni fugaci o clandestine poi non andate a buon fine.

Al contrario, il compagno le permette di respirare un sentimento di tranquillità grazie alla fiducia che lui le trasmette, essendo lui coinvolto dalla loro relazione e per nulla interessato ad altre donne.

Al contempo a volte Sara sente come un senso di costrizione quando percepisce lui quello più preso nella coppia.

Questa cosa la fa come sentire in dovere di contraccambiare dei sentimenti che lei non ritrova dentro di sé per timore di far soffrire il compagno.

Da un lato, infatti, Sara soffre nell’immaginare il dolore che il compagno potrebbe vivere nel non vedere corrisposti i suoi sentimenti.

Anche lei, d’altronde, aveva conosciuto la sofferenza di non essere posta al centro di una relazione e in quelle occasioni si era spesso detto che non avrebbe mai fatto lo stesso con un’altra persona.

Ilustrazione minimalista di una donna che piange, realizzata con uno stile di disegno caratterizzato da linee essenziali, spesso associato a temi come la tristezza, la solitudine o la salute mentale, temi di cui si occupa a Cagliari il Dr. Alessio Congiu

Dall’altra, tuttavia, quelle richieste di amore che le pervengono dal compagno le lasciano come un sentimento di repulsione verso di lui e un senso di soffocamento che la porta a desiderare più libertà nel rapporto.

Certo, sempre meglio questo del sentirsi lei quella costretta a “elemosinare” l’affetto di persone egocentriche o narcisiste, come in passato erano stati alcuni dei suoi ex.

Ma tra il soffrire per un amore non corrisposto e il non riuscire a corrispondere il sentimento d’amore che le manifesta il suo compagno, Sara vorrebbe riuscire a trovare una via di mezzo.

Che dunque possa essere più giusto lasciarsi?

Spesso arriva a pensarlo, e non senza sensi di colpa.

Sa infatti che il compagno ne soffrirebbe molto di questa sua scelta e si sentirebbe lei quella responsabile di tutto quel dolore.

E se invece poi dovesse pentirsi della scelta presa?

Anche questo pensiero angoscia terribilmente Sara.

Un conto, infatti, è essere lasciata e soffrire di questo senza poter far nulla per far cambiare idea all’altro.

Un altro, invece, è essere noi stessi la causa dei nostri mali.

A conti fatti è molto più doloroso questo scenario!

Sara rimane così bloccata in un sentimento che sente come statico e non in evoluzione e che la lascia nervosa verso di sé e verso il compagno, senza riuscire a prendere una decisione definitiva.

Vive nel dubbio costante se lasciarsi o non lasciarsi, alternando momenti di panico e sconforto a momenti di grande nervosismo e rabbia che alimentano problemi nella coppia.

Hai bisogno di un supporto?
Scrivimi in privato.

Immagine di una donna con le braccia conserte, in segno di accoglimento, usata per simboleggiare l'aiuto professionale che il Dr. Alessio Congiu come Psicologo-Psicoterapeuta

Ti ricontatterò al più presto.

PAURA DI ESSERE OMOSESSUALE

Immagine che cattura un momento intimo (ridono di fronte a un tramonto al mare) tra due persone omosessuali, usata in chiave simbolica per riferirsi alla paura di essere omosessuali di cui si occupa a Cagliari il Dr. Alessio Congiu

Filippo ha paura di essere omossessuale.

Non ha nulla contro le persone che lo sono, potendo infatti vantare solide relazioni d’amicizia con persone che sono dichiaratamente gay o lesbiche.

Eppure, da qualche mese a questa parte è ossessionato dal pensiero di essere omosessuale anche lui.

È sempre stato eterosessuale, provando interesse e coinvolgimento affettivo e passionale nelle relazioni con le ragazze con cui ha intrattenuto dei rapporti in passato.

Ciononostante, oggi è come se temesse che una parte inconscia di lui e mai espressa appieno fosse omosessuale e stesse spingendo per venire a galla, facendogli così cambiare il proprio orientamento sessuale.

Filippo è terrorizzato da ciò, malgrado non ne capisca realmente il motivo.

Non si è mai posto il problema di essere omosessuale, eppure, da quando questo pensiero si è insinuato nella mente, non riesce a fare a meno di porsi questa domanda.

D’altronde, se davvero non lo fosse, perché starebbe pensando di esserlo?

Forse che lo sia realmente e non lo vuole ammettere a se stesso di esserlo?

No, non può essere, perché Filippo sa di non essere omossessuale e di provare piuttosto interesse solo e soltanto per le donne.

Eppure, può esserne realmente certo?

D’altronde magari le stesse persone omosessuali o bisessuali hanno scoperto di esserlo nello stesso identifico modo in cui gli sta capitando!

Immagine che rappresenta la silhouette di due uomini che si tengono per mano, sovrapposta a uno sfondo con le strisce arcobaleno, simbolo universale della comunità LGBTQIA+, usata per riferirsi alla paura ossessiva di essere omosessuali, tema di cui si occupa a Cagliari il Dr. Alessio Congiu

Per togliersi tutti questi dubbi, talvolta gli capita anche di osservare gli altri uomini, ma solo quando sa di non essere visto.

Sia mai che questi incrocino il suo sguardo “interessato”, confermargli così il suo timore di essere realmente omosessuale!

Ne osserva il fisico, il modo di vestire, anche gli attributi qualche volta, al fine di capire se dentro di sé si accende o meno anche solo un minimo di eccitazione o attrazione capace di confermargli la sua omosessualità.

Cosa peraltro mai accaduta.

Ma può essere realmente certo che questo dipenda dal fatto di non essere omosessuale e non piuttosto dal non aver visto un uomo per lui interessante?

Talvolta si sente così esausto da questo continuo pensare da desiderare quasi realmente di essere omosessuale, così da interrompere questi mille pensieri stressanti che gli stanno rovinando la vita.

Inoltre, sembra come se tale costante pensarci lo stia lentamente portando a compiere anche dei pensieri più “strani” e “pericolose”, di quelli capaci di far perdere il controllo di sé a una persona.

E se infatti questa sua parte inconscia agisse contro la sua volontà portandolo a pensare di compiere uno sproposito, come fare del male a se stesso o ad altri?

Lo farebbe realmente?

COME LAVORO A CAGLIARI

Nel mio lavoro come Psicologo e Psicoterapeuta che a Cagliari si occupa di problemi ossessivi e compulsivi, uso la Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) proposta da varie linee guida internazionali.

La TCC è un approccio nato dalla ricerca che basa la terapia sulla comprensione scientifica dei meccanismi psicologici e comportamentali del funzionamento ossessivo-compulsivo.

Illustrazione che mostra una donna che usa una chiave inglese per regolare degli ingranaggi all'interno di una testa umana stilizzata, usata in chiave simbolica per riferirsi al lavoro che il Dr. Alessio Congiu svolge a Cagliari per i problemi ossessivi e compulsivi

Analizzando come il problema ossessivo si sviluppa e si mantiene nel tempo, sono state così create specifiche modalità terapeutiche per ridurre l’espressione delle ossessioni e delle compulsioni.

Tra le principali evidenze poste dalla ricerca vi è il fatto che le ossessioni sono mantenute dai comportamenti compulsivi che la persona compie per allontanare i pensieri ossessivi intrusivi, quali:

  • lavaggi e igienizzazione delle mani e del corpo, sanificazione degli spazi fisici e di oggetti, etc.
  • riordinare libri nella libreria, riorganizzare oggetti nella scrivania, raddrizzare quadri, etc.
  • controlli ripetuti del gas, di quanto scritto, della chiusura di porte, dell’invio di messaggi, etc.
  • rituali mentali, quali il contare, il ripetere parole o frasi mentali in chiave scaramantica, etc.

Non a caso la principale tecnica terapeutica, nota come Esposizione con Prevenzione della Risposta compulsiva (ERP), consiste proprio nell’aiutare la persona a ridurre lentamente simili azioni e rituali.

Nel concreto, questo si esprime nello sviluppare insieme alla persona un piano per poter ridurre progressivamente i comportamenti compulsivi di lavaggio, di riordino, di controllo, etc.

Altro importante lavoro terapeutico proprio della TCC è quello volto a modificare le modalità di pensiero che la ricerca scientifica ha associato al mantenimento delle ossessioni.

Ne sono un esempio:

  • il sentirsi sempre responsabili per eventi negativi che accadono;
  • l’attribuire un’importanza eccessiva alla semplice presenza di pensieri intrusivi;
  • il controllare troppo tutto ciò che passa per la propria mente;
  • l’attribuire una stima irrealistica circa la probabilità e l’intensità delle conseguenze temute;
  • l’avere un eccessivo bisogno di scongiurare dubbi o situazioni di incertezza;
  • il raggiungere in chiave perfezionistica gli obiettivi in cui si impegna.

Parte del mio lavoro consiste dunque nell’aiutare la persona a comprendere come funziona il proprio disagio, aiutando a identificare i vari fattori di mantenimento psicologici e comportamentali.

Una volta identificati questi ultimi, si passa così a creare una strategia terapeutica personalizzata che tenga conto della specificità del problema lamentato e di tutti i fattori che possono essere rilevanti.

Immagine che cattura un momento di tensione su una scacchiera, con i pezzi in legno che risaltano grazie a una profondità di campo ridotta, usata per riferirsi ala strategia terapeutica che il Dr. Alessio Congiu studia insieme alle persone da cui seguite a Cagliari per trattare i problemi di ossessioni e compulsioni

Tutto questo si compie analizzando il modo mediante cui le ossessioni si manifestano nel presente e come la persona le starebbe gestendo.

Il discorso viene successivamente ampliato analizzando in modo più o meno ampio la storia di vita passata, mantenendo tuttavia il focus dell’intervento nel qui e ora.

L’approccio è collaborativo e aperto alla reciproca discussione, in un clima che unisce tanto la professionalità insita un intervento di cura, quanto l’umanità che occorre per accogliere sentimenti e fragilità.

QUALI RISULTATI ASPETTARSI

Malgrado ad oggi si sappia che la ERP riesca a ridurre l’insorgere delle ossessioni in quote che vanno oltre l’80% delle persone trattate, è pur vero che la terapia psicologica ha numerosi limiti.

Uno di questi è, ad esempio, il fatto che ciò che si fa in seduta non è sufficiente a garantire il cambiamento della persona.

Occorre infatti che la persona lavori su se stessa al di fuori delle sedute per sviluppare e sedimentare un cambiamento studiato a tavolino insieme al professionista.

Contrariamente a quanto spesso viene proposto sul mercato per fini di marketing, non esiste la soluzione magica o capace di garantire risultati immediati e in modo semplice.

Cambiare comporta fatica, sacrificio e dedizione al lavoro su di sé, al pari di qualunque altra forma di riabilitazione.

Per chi fosse motivato e disposto a questo impegno, tuttavia, la terapia in sé ha riportato valide prove di efficacia scientifica, permettendo di vedere una via di uscita dal tunnel ossessivo.

Mi compito è quello di guidare la persona con una piccola lanterna all’interno di questo tunnel, così da trovare assieme una via d’uscita.

Immagine che mostra una figura rossa che cammina attraverso un corridoio scuro verso una luce intensa proveniente da un'apertura rettangolare in fondo, usata per riferirsi al riuscire a superare un problema di ossessioni e compulsioni grazie alla terapia proposta a Cagliari dal Dr. Alessio Congiu

DOVE RICEVO A CAGLIARI

La mia attività professionale come Psicologo a Cagliari che si occupa di problemi inerenti le ossessioni e le compulsioni al momento è online in video-chiamata tramite Google Meet o Microsoft Teams, ma a breve sarà disponibile anche in presenza in studio.

Se fossi interessato a ricevere supporto online o altre informazioni relative alle sedute, puoi scrivermichiamarmi ai recapiti che trovi più in basso.

Diversamente, se volessi venire aggiornato su quando sarà possibile ricevere supporto psicologico in presenza a Cagliari, puoi lasciare i tuoi riferimenti per essere ricontattato non appena attiverò questo servizio.

Immagine di una donna con le mani incrociate al petto, usata per simboleggiare l'attesa piacevole della prossima apertura del mio studio come Psicologo a Cagliari

COME CONTATTARMI

Se vuoi fissare un appuntamento per gestire un problema di ossessioni e compulsioni o avere informazioni in più sul mio lavoro come Psicologo a Cagliari, puoi contattarmi telefonicamente chiamandomi o mandandomi un messaggio su Whatsapp, oppure mandandomi un’e-mail ai seguenti recapiti:

psicoterapeuta a verona +39 345 465 8419

psicoterapeuta a verona   [Email Protetta]

Qualora non rispondessi subito, avrò cura di farlo non appena mi sarà possibile.

Diversamente potete contattarmi attraverso il modulo di contatto che trovate qui in basso.