perdita di motivazione verona

DEPRESSIONE

Giuliano sente che la sua vita non ha più senso, ma non riesce a comprenderne il motivo.

Ha un lavoro, una casa e una famiglia, ossia tutto quello che in teoria credeva potesse servirgli per essere felice, ma nonostante questo non si sente sereno e realizzato.Immagine di un uomo depresso a letto, usata per riferirsi alle difficoltà che vivono molte persone depresse, problema di cui si occupa a Cagliari, Verona e online il Dr. Alessio Congiu

Dentro di sé sente come un vuoto e un senso di inutilità che lo porta a fare brutti pensieri e a chiudersi nel suo mondo fatto di apatia, noia e tristezza e ad attendere la sera per buttarsi a letto e non pensare.

Ludovica sta vivendo molto male il non riuscire a trovare lavoro, nonostante gli svariati CV inviati senza ricevere risposta, i colloqui sostenuti senza un vero e proprio seguito e le proposte ricevute con contratti precari e a basso stipendio.

Tutto questo lascia la ragazza demoralizzata e a tratti rassegnata al pensiero di quello che potrà essere il suo futuro e la sua vita, arrivando a vivere tutto come un peso e una perdita di tempo.

Cos’hanno in comune queste persone?

Quello che stanno vivendo può essere definito depressione?

In quali casi un normale disagio emotivo può diventare una depressione?

Proviamo a rispondere a ciascuno di questi quesiti.

CHE COS’È LA DEPRESSIONE

La Depressione esprime un cambiamento momentaneo del normale funzionamento psico-corporeo della persona che si associa a grande sofferenza personale oltre che interpersonale.

Nel dettaglio, tale cambiamento interessa quattro distinti sistemi neuro-biologici alla base dei classici sintomi depressivi:

  1. Il sistema emotivo
  2. Il sistema neuro-vegetativo
  3. Il sistema cognitivo
  4. Il sistema motorio

Le alterazioni del sistema emotivo possono esprimersi con stati di tristezza, umore basso, irritabilità o vuoto emotivo (apatia), perdita di interesse per ciò che un tempo dava piacere o suscitava interesse (anedonia) o perdita generale di motivazione (avolizione).

A livello del sistema neuro-vegetativo si registra invece la presenza di disturbi del sonno (ad es., dormire troppo o troppo poco), l’aumento o diminuzione del senso di fame e del peso corporeo, problemi sessuali, come pure l’emergere di un senso costante di spossatezza o di irrequietezza.

L’impatto a carico del sistema cognitivo è invece più articolato.

Possono manifestarsi, ad esempio, difficoltà nel mantenere la concentrazione in normali attività quotidiane e difficoltà nel prendere decisioni che un tempo venivano prese senza grossi problemi.

Immagine di alcune sagome colorate di persone che hanno in mano dei pallini con scritto

Al tempo stesso, comune è il presentarsi di auto-svalutazione (es., “Non sono buona a far nulla”), auto-colpevolizzazione (es., “E’ tutta colpa mia”), assenza di aspettative positive sul futuro (hopelessness), pensieri e/o intenzioni suicidare (es., “Sarebbe meglio per me farla finita”).

Infine, le alterazioni a livello del sistema motorio si rendono evidenti dalla presenza di rallentamento nei movimenti o, al contrario, nella presenza di un’agitazione comportamentale.

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COME SI MANIFESTA LA DEPRESSIONE

La Depressione può palesarsi con una sensazione costante di tristezza o di angoscia, come pure con una progressiva perdita di interesse nel fare qualsivoglia attività.

Anche quelle che un tempo erano capaci di dare grande piacere e soddisfazione.

Ogni azione della giornata può così iniziare a divenire un impegno, un dovere, un qualcosa che si è chiamati a svolgere per puro senso di responsabilità senza che poi consegua alcuna gratificazione.

Tutto smette di dare “nutrimento”.

Non dà piacere l’uscire, né il rimanere in casa; si mangia a fatica o più del dovuto per compensare un vuoto interiore che non si riesce a colmare.

Il sesso, spogliato del suo valore affettivo, finisce con il perdere di ogni significato, divenendo non più che un’attività meccanica e ripetitiva spesso e volentieri evitata.

Ci si sente apaticistanchi e rassegnati.

Il solo pensiero di impegnarsi a fare qualcosa costa fatica e genera uno stress che motiva più all’inerzia che all’azione.

Possono trascorrere giornate intere distesi a letto nel tentativo di allontanare l’immaginario del momento negativo che si sta vivendo.

Altre volte, invece l’insonnia, la fa da padrona, alimentata da un pensare continuamente a eventi spiacevoli del passato o a quelli che si crede possano verificarsi in futuro

Si fa fatica a pianificare la giornata e a concentrarsi in compiti che richiedono attenzione e presenza mentale, volendosi al contrario concentrarsi unicamente attorno a ciò che genera sofferenza.

Ci si accorge di perdere la capacità di prospettarsi l’avvenire con speranza e fiducia, permanendo in uno stallo fatto di rassegnazione, impotenza, rabbia e senso di ingiustizia.

Il futuro inizia a divenire uno scenario minaccioso, in quanto visto come il semplice prolungarsi del disagio che si starebbe vivendo.

Vediamo assieme qualche esempio.

DEPRESSIONE DA BISOGNO D’AFFETTO

Immagine che mostra un'illustrazione dolce e minimalista di due metà di un cuore che si abbracciano, usata per indicare il bisogno d'affetto che spesso sta alla base di uno stato depressivo, tema di cui si occupa il Dr. Alessio Congiu a Cagliari, Verona e online

Giuliano ha tutto: una donna con cui vive e che lo ama; un lavoro redditizio e gratificante; una casa acquistata con un mutuo; un figlio di qualche anno, atteso e voluto; e un cane a cui è molto legato.

Ciononostante, Giuliano si sente vuoto.

Non riesce a concepire come la vita che si è scelto e che faticosamente sta portando avanti possa continuare ad avere un senso.

«Perché alzarsi alla mattina se alla fine un giorno si dovrà morire?»

«Perché impegnarsi in un qualcosa se per ottenendola si vive solo un’emozione

«Che senso ha tutto questo?»

«La vita è solo un’attesa della morte!»

Fin da quando era piccolo, Giuliano è stato molto responsabilizzato e trascurato da un punto di vista affettivo.

I genitori lo spinsero fin da subito a diventare autonomo e indipendente, facendolo sentire in difetto a ogni sua esternazione di bisogno d’affetto e/o di supporto emotivo.

Per mantenere quel minimo di legame, Giuliano crebbe così senza poter mai contare realmente sugli altri, un po’ perché questi altri non esistevano e un po’ perché era lui stesso a non volersi far aiutare.

Farlo, infatti, lo avrebbe fatto sentire sbagliato e in difetto, così come in passato si era effettivamente sentito, prospettandogli un angoscioso allontanamento delle persone a cui si sentiva più legato.

Immagine mostra un piccolo peluche abbandonato al centro di un binario ferroviario, ed è usata per riferirsi all'angoscia di essere abbandonati che talvolta percepisce chi soffre di depressione, problema di cui si occupa il Dr. Alessio Congiu a Cagliari, Verona e online

Inoltre, Giuliano riusciva in tutto ciò per il quale si applicava, cosa che lo portava a posporre ogni richiesta d’aiuto a situazioni estreme che puntualmente non avvenivano o non venivano da lui riconosciute come tali.

Piuttosto che farsi aiutare, Giuliano arrivava facilmente a esaurirsi fisicamente e psicologicamente, proprio come adesso sta avvenendo.

Giuliano oggi non sa di avere un così estremo bisogno di sentirsi dire che è bravo e che gli si vuole bene.

Si limita a far tacere in lui questo bisogno, buttandosi roboticamente sul lavoro o dormendo spesso e volentieri, ma non per bisogno di riposo.

Piuttosto, per non sentire quell’inesorabile senso di inutilità per la vita e quel dolore che lo porta a non vedere più un senso se non nella fine di tutto.

DEPRESSIONE DA BISOGNO DI STIMA

Immagine in stile acquerello che cattura un momento di puro entusiasmo e successo condiviso, usata per descrivere il bisogno di stima che affligge molte persone depresse, tema di cui si occupa a Cagliari, Verona e online il Dr. Alessio Congiu

Ludovica è cresciuta con il mito dell’uomo che si fa da solo.

Il padre era infatti l’amministratore delegato di un’importante azienda nel nord Italia e le inculcò i valori del lavoro, dell’impegno e dell’autodeterminazione.

È a lui che Ludovica si è sempre ispirata.

Non di certo alla madre, donna “incolta” e “inetta”, come spesso Ludovica soleva dire, relegata al ruolo di donna mantenuta più per incompetenze della stessa, piuttosto che per direttive del marito.

Non è dunque un caso se i problemi per Ludovica sono iniziati a insorgere nel constatare una difficoltà reale a inserirsi in un mondo del lavoro competitivo e spesso non meritocratico.

Per quanto infatti la ragazza si impegna a realizzare la sua aspirazione di seguire le orme del padre, il mondo lavorativo le rimanda continuamente una realtà in cui l’impegno può non bastare.

Illustrazione che rappresenta visivamente i forti contrasti sociali, della povertà e della disuguaglianza economica in cui spesso si trovano molte persone che soffrono di depressione, tema di cui si occupa il Dr. Alessio Congiu a Cagliari, Verona e online

Come è facile capire, per una ragazza cresciuta con l’idea che tutto fosse possibile a patto di “rimboccarsi le maniche”, scontrarsi con questa realtà lascia Ludovica incredula e disorientata.

Al punto da arrivare facilmente a credere di essere le la persona difettosa e inadeguata per questo mondo.

D’altronde, se ci sono persone che ce la fanno, perché io non riesco?

Fortuna altrui?

Ma quando mai!

Sono io ad essere sbagliata!

Ludovica, abbattuta e svilita, vive con il pensiero di non essere degna di ricevere stima e apprezzamento da chi le sta intorno a motivo della sua inadeguatezza, oggi riflessa nella difficoltà della giovane di realizzare le sue ambizioni lavorative.

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COME LAVORO CON LA DEPRESSIONE

Come si è cercato di mostrare, non tutte le forme di depressione sono uguali.

È per questo che le Linee guida internazionali suggeriscono di adottare un approccio individualizzato.

In pratica, adattare la terapia psicologica alla specificità della persona, situazione che sta vivendo e dei sintomi presenti.

Il tutto, chiaramente, a partire da uno specifico approccio terapeutico di riferimento.

Essendomi specializzato in Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC), è a questo approccio che mi rifaccio per trattare i problemi di depressione.

La TCC crede che la depressione sia l’esito del modo in cui la persona vede le cose e vi fa fronte.

Illustrazione che rappresenta il concetto di equilibrio emotivo e la sfida quotidiana di gestire stati mentali contrastanti, spesso comportati vissuti depressivi di cui si occupa il Dr. Alessio Congiu a Cagliari, Verona e online

Pensare che la vita non abbia alcun senso (fattore cognitivo), ad esempio, può portare a fare poco o nulla per cambiare una data situazione (fattore comportamentale).

Naturale, dunque, che si finisca progressivamente per perdere motivazione e deprimersi.

Quando questo accade, infatti, si entra in circolo vizioso che si alimenta da solo continuamente, facendo sentire la persona stretta in una morsa da cui non si riesce a uscire.

La TCC cerca di trovare una via d’uscita step by step, a partire da ciò che la persona riesce concretamente a fare nel qui e ora.

Ad esempio, riprendere la progettualità della giornata o sbrigare piccoli compiti quotidiani.

Il progressivo riattivarsi è un aspetto fondamentale per una buona ripresa, anche se spesso reso difficoltoso dal modo in cui altre persone hanno provato a motivare chi sta soffrendo a farlo.

Capita spesso, infatti, che conoscenti, amici o parenti abbiamo provato in vari modi a dare consigli o a incoraggiare la persona a riprendere in mano la propria vita, senza tuttavia riuscire in tale proposito.

Nella maggioranza dei casi, chi è depresso sa già cosa gli altri ritengono si debba fare per stare meglio, ma non riesce a farlo o non crede che ciò possa essere realmente utile per risolvere il proprio problema.

Immagine che mostra un cartello stradale giallo, simile a quelli usati in Germania per indicare l'inizio o la fine di un centro abitato (conosciuti come Ortstafel), ma con un messaggio metaforico di utilità/non utilità, usato per riferirsi ai consigli non richiesti che ricevono le persone depresse di cui si occupa il Dr. Alessio Congiu a Cagliari, Verona e online

Al contrario, tali consigli vengono spesso vissuti alla stregua di giudizi negativi sulla propria persona o sul proprio disturbo che arrecano ulteriore sofferenza alla sofferenza che già si sta vivendo.

Fa star male, infatti, sentirsi dire cosa fare prima ancora di essersi sentiti compresi nel dolore che si sta vivendo e dal quale non si vede possibilità d’uscita.

È per questo che, nel mio lavoro come Psicologo, cerco di stare assieme alla persona nella difficoltà che sta vivendo senza lasciarmi andare alla fretta di risolvere subito il problema.

Capire la sofferenza accogliendo la sensazione d’impotenza è infatti un prerequisito indispensabile per orientare un’azione terapeutica utile a un reale cambiamento per la persona.

Non si tratta dunque di incoraggiare o illudere la persona che tutto andrà meglio, specie se ciò non equivale al vero.

Quanto piuttosto di capire quanto più si riesce il problema e la sofferenza che la persona sta vivendo, per cercare subito dopo una possibile via di uscita da tale sofferenza.

Il tutto secondo gli strumenti propri della TCC, ma anche degli altri approcci che ho integrato negli anni nella mia pratica professionale, in funzione di ciò che ho visto essere utile per questo tipo di disagio.

Se fossi interessato a intraprendere un percorso con me, puoi farlo di persona nel mio studio a Verona o Cagliari (prossima apertura), oppure online in tutta Italia.

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