PROBLEMI D’ANSIA
Tra i problemi per i quali le persone si rivolgono più frequentemente a uno Psicologo, l’ansia trova senz’altro il primo posto.
Eppure, non sempre l’ansia rappresenta un vero e proprio problema.
Prima dunque di parlare di problemi d’ansia, cerchiamo di comprendere che cosa sia realmente l’ansia.
CHE COS’È L’ANSIA
Tutti noi viviamo ansia, benché non sempre ce ne rendiamo conto.
Proviamo ansia a casa, pensando a un compito che dovremmo sostenere il giorno dopo.
Possiamo provare ansia in macchina alla guida, al pensiero di poter accidentalmente avere un incidente.
Nella sala d’attesa del medico, al pensiero che le analisi ci confermino di avere una malattia grave e invalidante, etc.
Circostanze comuni, insomma, in cui veniamo assaliti da disagio e dalla preoccupazione che lo scenario negativo venutoci in mente possa avverarsi.
Questa è dunque l’ansia: un vissuto spiacevole, un’esperienza negativa.
Non servirebbe altro per descriverla e farci comprendere di cosa si starebbe qui parlando.
Per quanto tale logica sia corretta, tuttavia, non ci consente di rispondere alla domanda che spesso si pone la persona in balia di questo vissuto.
Ossia: «Perché ho ansia?»
PERCHÉ PROVIAMO ANSIA
Gli psicologi solitamente parlano di “ansia” per indicare lo stato psicologico ed emotivo che si vive quando la mente immagina il verificarsi di un potenziale evento minaccioso per la nostra salute fisica o mentale.
L’ansia è dunque uno “stato”, ossia una condizione transitoria in cui entra ogni tanto il nostro organismo per proteggersi da possibili minacce.
Questo particolare “stato” può essere descritto da tre punti di vista:
- Psicologico, in quanto l’ansia può esprimersi con pensieri o immagini mentali negative raffiguranti scenari per minacciosi;
- Fisico, dal momento che l’ansia può portare il corpo ad attivarsi, portandoci così a vivere sensazioni strane o insolite;
- Motivazionale, poiché l’ansia ci spinge a fare o non fare certe cose, come compiere controlli, evitare determinate situazioni, etc.
Quest’ultimo punto in particolare spiega la funzione dell’ansia, ovvero preparare l’organismo ad affrontare una possibile minaccia.
Il risultato è la condizione di vigile attesa che tutti noi ben conosciamo, in cui la nostra mente e il nostro corpo anticipano il pericolo potenziale preparandosi per affrontarlo.
Da qui il nome di “ansia anticipatoria“.

Tale spiegazione ci aiuta a capire perché l’ansia non rappresenta un problema.
In qualità di capacità umana di immaginare qualcosa che dovrà o potrà accadere, l’ansia ci aiuta a prepararci al meglio per affrontare una minaccia.
Come tale l’ansia è fondamentale per la nostra sopravvivenza.
Da questo punto di vista si dovrebbe dire che il vero problema sarebbe l’assenza di ansia!
È bene segnalare, tuttavia, come non sempre l’ansia è utile e sana.
QUANDO L’ANSIA DIVENTA UN DISTURBO
Per poter capire meglio quando ci troviamo di fronte a un’ansia sana o a un’ansia patologica, gli psicologi solitamente fanno ricorso a tre criteri:
- Criterio di intensità, ossia «Quanto è intensa l’ansia che si sta provando?»
- Criterio di frequenza, ossia «Quanto è presente l’ansia durante le proprie giornate?»
- Criterio di rilevanza, ossia «Quanto sta limitando nella propria routine l’ansia che si sta vivendo?»
Va da sé che in presenza di un’ansia tanto intensa, tanto frequente e particolarmente impattante nella nostra vita si potrebbe parlare di “problema” o “disturbo d’ansia”.
Nella quinta edizione rivisitata del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5TR) vengono descritti i seguenti disturbi d’ansia:
- Disturbo d’ansia di separazione
- Fobia specifica
- Disturbo d’ansia sociale
- Disturbo di Panico
- Agorafobia
- Disturbo d’ansia generalizzata
- Disturbo d’ansia da malattia
Per una sintesi e un’analisi particolareggiata di ogni singolo disturbo puoi consultare l’articolo che ho curato sui Disturbi D’Ansia.
COME LAVORO CON I PROBLEMI D’ANSIA
Per quanto possa essere utile rifarsi a queste categorie diagnostiche, la sola diagnosi non ci dà informazioni sufficiente per comprendere come poter impostare una terapia corretta ed efficace per aiutare ogni singola persona che soffre di un problema d’ansia.
Infatti, il modo in cui si manifesta uno specifico disturbo d’ansia varia da persona a persona.
Ciò che invece appare più utile è dunque compiere un’analisi particolareggiata per ogni singola situazione.
La Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) a cui mi rifaccio come Psicologo assume questo punto di vista.
Si parte dapprima stabilendo insieme alla persona uno specifico obiettivo terapeutico (ad es., riportare l’ansia a dei livelli più sani e gestibili).
Successivamente, si procederebbe con il compiere un’analisi approfondita tanto del problema d’ansia che avrebbe spinto la persona a ricercare un supporto professionale, quanto di tutti gli aspetti che caratterizzano la vita della stessa persona.
In riferimento al problema d’ansia, ad esempio, ci si potrebbe interrogare su:
- come si sta manifestando oggi l’ansia;
- quando si manifesta l’ansia e quando invece non si manifesta;
- cosa si fa o non si fa quando emerge l’ansia;
- quando è insorto il problema d’ansia, etc.
Rispetto agli altri aspetti di vita, invece, si procederebbe soffermandosi ad analizzare la storia di vita sentimentale, salutare, familiare, lavorativa, economica e così via.
Il rimando al passato aiuterebbe chiaramente a trovare risposta alla domanda che molti si pongono per spiegarsi il problema d’ansia attualmente presente, ossia:
« Perché sto vivendo questo problema d’ansia?»
A differenza di altre forme di psicoterapia maggiormente orientate all’analisi del passato, tuttavia, la TCC sarebbe prevalentemente orientata al presente, in quanto è nel presente che il problema si sta manifestando ed è sempre nel presente che il problema può essere risolto.
Questa logica, tipica della TCC, enfatizza dunque il ruolo che la persona può avere oggi nel riprendere in mano la propria vita, seppure segnata in passato da esperienze dolorose e traumatiche.
Con questo chiaramente non si vuole negare l’importanza che le esperienze passate hanno avuto nella storia vita della persona, né negare il ruolo che le stesse esperienze hanno avuto nello sviluppo del problema d’ansia attuale.
Al contrario, si vuole esclusivamente ridare alla persona la consapevolezza delle proprie risorse e del proprio potere di cambiamento, essendo esso intrinsecamente presente in ciascuna persona quando opportunamente riconosciuto e sostenuto.
Passo successivo consisterebbe infine nel definire una corretta strategia d’intervento e le opportune tecniche e pratiche terapeutiche supposte congiuntamente utili per raggiungere l’obiettivo precedentemente stabilito.
Ad esempio, impostando un corretto piano sistematico di esposizione graduale alle situazioni di vita che starebbero oggi venendo vissute con alti livelli di ansia, insegnando nel contempo tecniche di rilassamento o pratiche di auto-regolazione emotiva.
Se dunque fossi interessato a intraprendere un percorso con me, puoi farlo di persona nel mio studio a Verona o Cagliari (prossima apertura), oppure online in tutta Italia






