
PSICOLOGO PER DIPENDEZE PATOLOGICHE A CAGLIARI
INDICE PAGINA
INTRODUZIONE
Se stai cercando uno Psicologo a Cagliari per risolvere una Dipendenza Patologica, in questa pagina troverai tutte le informazioni che ti servono per capire se la mia figura possa fare o meno a caso tuo.
È stata scritta apposta per aiutarti in questa scelta, spiegandoti in quali casi le persone mi contattano a Cagliari per risolvere il loro problema di dipendenza, quale metodo propongo per uscire da questo problema e quali risultati aspettarsi.
Prenditi tutto il tempo che serve prima di scegliere se iniziare un percorso con me o fissare anche un semplice colloquio conoscitivo, non precludendoti di scrivermi o chiamarmi per avere ulteriori informazioni.
QUANDO CONTATTARMI
Può essere utile prendere contatto con uno Psicologo a Cagliari che si occupa di dipendenza quando si presentano simili fenomeni
- non si riesce a interrompere il comportamento d’uso di ciò verso cui può essere presente una dipendenza;
- si sono compiuti già numerosi sforzi per smettere, senza che dagli stessi si sia riusciti a riprendere il controllo desiderato
- in assenza dell’uso si vive un disagio tale da compromettere la qualità della vita della persona;
- la continuazione nell’uso porta a problemi di coppia o relazionali che compromettono la serenità della persona;
- ci si sente depressi e senza speranza al pensiero di riuscire a interrompere l’uso;
- sono presenti problemi fisici o economici che richiedono una rapida interruzione del comportamento di dipendenza;
- si ha bisogno di aumentare l’uso di ciò verso cui si ha contratto una dipendenza;
- l’uso sta alterando in modo significativo la propria personalità, al punto da portare la stessa persona a non riconoscersi;
- si avverte un forte bisogno di cambiare la propria vita e le proprie abitudini;
- ci si sente sempre nervosi o in ansia al punto da non stare bene senza ciò verso cui si è sviluppata la dipendenza;
Se ti riconoscessi in una di queste situazioni non allarmarti, ma prendi in considerazione l’idea di parlarne con uno psicologo.
Spesso il problema delle dipendenze è infatti l’isolamento che si vive nel sentire di non poter parlare con nessuno delle difficoltà che si stanno vivendo.
Crea disagio, infatti, il pensiero di non venire capiti o peggio di venire criticati per qualcosa che già starebbe creando disagio alla stessa persona.
Vediamo qualcuno di questi esempi nel dettaglio.
DIPENDENZA DA ALCOL
Luca ha un problema con l’alcol.
O almeno secondo la moglie.
Trascorre diverso tempo al bar dopo lavoro, rincasando tardi, “alticcio” e il più delle volte volte senza avvisare.
Da giovane Luca ha sempre bevuto, ma il uso bere era occasionale e limitato alle serate in discoteca o per locali con amici.
Ora invece il suo bere è diventato un modo frequente per alleggerirsi da preoccupazioni e stress vari legato al lavoro e alla famiglia.
Non è mai stato solito parlare con gli altri dei suoi problemi, ed è forse per questo che si è avvicinato a quest’uso “automedicativo” dell’alcol.
Eppure, non sembra trarre un reale piacere da quest’abitudine.
Piuttosto, l’uso d’alcol sembra diventato più un modo per riprovare una fugace e forse illusoria serenità e spensieratezza in una vita diversamente più complicata e pesante.
Costa fatica, infatti, il solo pensiero di mettersi lì a risolvere tutto ciò che si è accumulato negli anni, specialmente situazioni per le quali non si vede una reale via d’uscita.
Il matrimonio è una di queste, con la coppia che sembra aver perso da anni la sintonia presente in passato.
Nessuno dei due sembra intenzionato a lasciarsi, ma a nessuno piace la situazione creatasi.
Mentre Luca tira avanti bevendoci sopra per non pensarci, Cristina, la moglie, vede ogni giorno il problema e anche i modi con cui Luca lo sta affrontando.
Così, gli rinfaccia il problema con l’alcol, preferendo attribuire allo stesso alcol i problemi presenti tra loro, piuttosto addentrarsi in tutt’altro tipo di discussioni
Di quelle che Cristina teme possano portare i due a lasciarsi.
Non che i due non ci abbiano già pensato ma, dopo tanti anni, nessuno due vorrebbe realmente ritrovarsi a riniziare tutto da capo.
Forse è per questo che Cristina sta provando a motivare Luca a rivolgersi a uno psicologo.
Farlo potrebbe aiutare Luca a capire che alcuni problemi possono più facilmente essere risolti non tenendosi tutto dentro, ma parlandone con qualcuno capace di ascoltare senza giudicare, al fine di trovare in due una possibile soluzione.
Hai bisogno di un supporto?
Scrivimi in privato.
Ti ricontatterò al più presto.
DIPENDENZA DA FARMACI
Fabiana assume da diversi anni una quota consistente di farmaci ansiolitici per allontanare ogni forma di disagio emotivo.
Ha iniziato a prendere questi medicinali diversi anni prima per alcune difficoltà legate al sonno, salvo poi estenderne l’utilizzo per allontanare diverse forme di disagio fisico ed emotivo.
Un stato intenso d’ansia, di nervosismo o di dolore fisico, dunque, diventano oggi situazioni gestite dalla donna assumendo i suoi medicinali “salvavita”.
Fabiana sa di avere un problema di dipendenza da farmaci, ma sa altrettanto bene che in assenza di questi farmaci non saprebbe come gestire i suoi disagi.
Inoltre, Fabiana sente di non potersi permettere di rimanere giorni e giorni senza dormire, a motivo delle diverse responsabilità che sente di avere nel suo quotidiano.
Come poter essere sul pezzo sul lavoro, infatti, senza riuscire a dormire la notte qualora smettesse di prendere i suoi farmaci?
Come far fronte a quegli angoscianti pensieri ipocondriaci e a quegli attacchi di panico che talvolta l’assalgono durante la giornata?
E che dire di quei momenti in cui viene assalita da pensieri ossessivi che la lasciano tutto il tempo in ansia portandola a rimuginare tutto il giorno?
Il problema era risaputo in famiglia, come pure dal suo medico di base, ma nessuno lo aveva mai preso troppo sul serio.
D’altronde, da quando Fabiana assume questi farmaci non sveglia più il marito durante la notte, si lamenta con i figli e anche il suo dottore la vede meno in ambulatorio.
La stessa Fabiana, inoltre, si sentiva così abituata a usare questi medicinali per gestire i suoi disagi psico-fisici da non sapere cosa fare senza.
Tuttavia, dopo aver rischiato un incidente in macchina sotto l’effetto soporifero di questi farmaci, la situazione è diventata più chiara per tutti e Fabiana ha iniziato a chiedersi se fosse possibile cambiare qualcosa.
La stessa Fabiana sembra oggi più motivata a fare qualcosa per togliere il farmaco, malgrado non voglia dare pensieri ai suoi familiari.
Per questa ragione ha preso contatto con il suo medico e con uno psicologo per capire come gestire i suoi disagi in assenza di simili farmaci.
COME LAVORO A CAGLIARI
Quando una persona vive una dipendenza spesso sa cosa dovrebbe fare, ma non riesce a capire perché continui a comportarsi sempre allo stesso modo.
Come psicologo formato in Terapia Cognitivo Comportamentale, il mio compito è dunque quello di aiutare la persona a capire meglio cosa sta mantenendo nel qui e ora il suo problema di dipendenza e quali strategie adottare per superarlo.
Il tutto si traduce in un’analisi dettagliata di diversi aspetti legati alla dipendenza, come:
- quando e perché è emersa la dipendenza;
- in quali circostanze, giorni, orari la persona assume i comportamenti di dipendenza;
- che tipi di tentativi la persona ha già compiuto per provare a smettere;
- cosa la persona vive prima, durante e dopo l’uso di ciò verso cui ha sviluppato una dipendenza;
- come la persona gestirebbe situazioni analoghe in assenza di ciò verso cui è dipendente, etc.
Questo lavoro serve a individuare alternative concrete all’uso, così che la persona possa affrontare stress, emozioni difficili o situazioni complesse senza sentirsi costretta a ricorrere alla dipendenza.
Al fine di avere un quadro più preciso, si raccolgono nei primi colloqui anche informazioni generiche legate alla famiglia, al lavoro, agli studi attuali o pregressi, alla storia di vita, etc.
Definito il quadro, si passa dunque a studiare insieme alla persona una strategia per uscire dal problema di dipendenza.
Il percorso non consiste nel togliere qualcosa dall’oggi al domani, ma nel costruire gradualmente nuovi modi di gestire il disagio.
In termini pratici questo può tradursi, ad esempio, nell’uso di pratiche di rilassamento o di meditazione per gestire meglio lo stress o il disagio che sta dietro la dipendenza.
Chiaramente, affinché la terapia sia efficace, è necessario che la persona si senta a propri agio nella relazione con il terapeuta e con l‘approccio utilizzato.
Questo è il motivo per cui, come psicologo a Cagliari, cerco di prestare molta attenzione al creare uno spazio di dialogo terapeutico aperto, accogliente e soprattutto non giudicante.
Un primo colloquio può servire proprio a capire se questo tipo di lavoro possa essere utile per la situazione che si sta vivendo.
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Ti ricontatterò al più presto.
QUALI RISULTATI ASPETTARSI
Uscire da una dipendenza è possibile, così come si evince dalla pratica clinica e dai numerosi studi compiuti sull’argomento.
Nella pratica, questo si traduce in una maggiore capacità di gestire il disagio emotivo, in una riduzione del ricorso alla dipendenza e in una sensazione di maggiore controllo sulle proprie scelte.
Ciononostante, è bene segnalare come il percorso non sia sempre lineare.
Al contrario, momenti più positivi nel percorso vengono spesso accompagnati a momenti più difficili dove la ricaduta è e deve essere contemplata.
Questo è uno dei motivi per i quali nelle linee guida internazionali si sottolinea proprio l’importanza di contemplare le ricadute nei programmi terapeutici.
Molte persone, tuttavia, sono preoccupate al pensiero di normalizzare la ricaduta.
Temono infatti che questo diventi un alibi affinché si ritorni in futuro al comportamento di dipendenza.
Una terapia efficace, invece, mira ad aiutare la persona a conoscere e gestire meglio quella parte di sé che vorrebbe continuare a usare, senza tuttavia estrometterla con veemenza dalla propria persona.
Imparare a leggere le ricadute come segnali, anziché come fallimenti, permette infatti di ridurne la frequenza e l’impatto nel tempo.
Questo lavoro porta gradualmente la persona a sentirsi meno in lotta con se stessa e più capace di scegliere ciò che è davvero utile per il proprio benessere.
Al termine di un percorso, pertanto, quanto ci si può attendere (e ciò che si mira a raggiungere) è l’acquisizione di una migliore capacità di resistere al richiamo della dipendenza, assumendo un atteggiamento più comprensivo verso di sé e le proprie fragilità.
DOVE RICEVO A CAGLIARI
La mia attività professionale come Psicologo a Cagliari che si occupa di dipendenze patologiche al momento è online in video-chiamata tramite Google Meet o Teams, ma a breve sarà disponibile anche in presenza in studio.
Se fossi interessato a ricevere supporto online o altre informazioni relative alle sedute, puoi scrivermi o chiamarmi ai recapiti che trovi più in basso.
Diversamente, se volessi venire aggiornato su quando sarà possibile ricevere supporto psicologico in presenza a Cagliari, puoi lasciare i tuoi riferimenti per essere ricontattato non appena attiverò questo servizio.
COME CONTATTARMI
A volte si è spinti al colloquio da una o più persone care (ad es., partner, familiari, amici) in quanto preoccupate dalle proprie problematiche di dipendenza.
Talvolta sono queste stesse persone a contattarmi come Psicologo a Cagliari per un primo incontro, al fine di comprendere come essere di supporto al loro caro.
Altre volte, invece, è la stessa persona alle prese con una dipendenza a fissare una prima seduta.
In entrami i casi, è possibile contattarmi chiamandomi telefonicamente o mandandomi un messaggio su Whatsapp, oppure mandandomi un’e-mail ai seguenti recapiti:

Qualora non rispondessi subito, avrò cura di farlo non appena mi sarà possibile.
Diversamente potete contattarmi attraverso il modulo di contatto che trovate qui in basso.







