
PSICOLOGO A CAGLIARI PER ATTACCHI DI PANICO
Se stai cercando uno Psicologo che a Cagliari si occupa di ansia da attacchi di panico, in questa pagina potrai trovare diverse informazioni utili per capire se io sia lo specialista che stai cercando.
In altre sezioni del mio sito ho parlato di cosa sia l’ansia e il panico, offrendo informazioni su questi comuni stati psico-emotivi.
Qui invece potrai capire meglio come mi approccio a questo tipo di disagi emotivi nel mio lavoro come Psicologo a Cagliari e quale tipo di percorso terapeutico propongo per stare meglio.
Qualora tuttavia di seguito non dovessi trovare le informazioni che ti occorrono potrai tranquillamente contattarmi attraverso i recapiti che trovi in fondo alla pagina.
QUANDO CONTATTARMI
Le prime esperienze di panico sono sempre molto destabilizzanti e inquietanti quando le si vive.
Specialmente quando non si hanno informazioni specifiche su cosa sia il panico e su come si possa gestire.
Parlarne con un professionista esperto di questi temi si mostra in questo caso una scelta utile e per più ragioni, la principale delle quali è, a mio avviso, evitare che dal panico si passi al disturbo di panico.
In altre sezioni di questo sito ho parlato della differenza tra panico e disturbo di panico.
In breve, potremmo qui dire che l’attacco di panico è un’esperienza che, per quanto spiacevole, è normale e non richiede un trattamento psicologico, ma solo corrette informazioni su cosa sia e come possa essere gestito quando insorge.
Diversamente, il disturbo di panico è un problema d’ansia che insorge quando la persona inizia a compiere ingenti sforzi per evitare il ripresentarsi dell’esperienza di panico.
In realtà è piuttosto comune che dal panico si arrivi al disturbo di panico in quando purtroppo vige ancora una certa riluttanza a parlare apertamente di argomenti relativi alla salute mentale.
Accade così che, nel tentativo di risolvere quello che si crede erroneamente essere un problema (ossia il panico), la persona finisca inavvertitamente per sviluppare un problema d’ansia.
Fortunatamente, il disturbo di panico è tra quelli più studiati in ambito scientifico e per il quale abbiamo maggiori informazioni su come poterlo trattare efficacemente.
Dalla mia personale esperienza quello che ho notato è che le persone si rivolgono a uno Psicologo per gli attacchi di panico quando:
- si sentono particolarmente scoraggiate al pensiero di non riuscire più ad avere una vita “normale”, ossia senza così tanti attacchi di panico e della continua ansia di poterli rivivere;
- sono stufe di sentirsi costrette a compiere così tanti sforzi per prevenire il rischio di avere un nuovo attacco di panico al punto da vedere compromessa la qualità della propria vita;
- non possono più evitare attività o situazioni potenzialmente capaci di portarle al panico, al punto da sentirsi strette in una morsa mentale che non lascia loro via di uscita.
Vediamo ora qualcuna di queste situazioni.
PAURA DI MORIRE SOFFOCATI
Qualche mese fa Marta ha smesso di mangiare sushi.
La spaventava terribilmente l’idea che uno di quegli “affari di riso”, come spesso li chiama lei, le andasse di traverso portandola all’asfissia.
Non è la prima volta che Marta smette di mangiare un particolare alimento.
Specialmente quando è in ansia.
Dice che la gola si stringe fino quasi a chiudersi, ostacolandole la deglutizione.
Il problema è diventato tuttavia più importante negli ultimi mesi, a tal punto da renderle difficile mangiare qualsivoglia alimento.
La paura di soffocare l’ha portata, infatti, a saltare spesso i pasti o a mangiare pochi e selezionati cibi, assunti soprattutto in forma liquida sotto forma di minestre o centrifughe.
Soltanto nelle ultime settimane riferisce di aver perso 5 chili, avvicinandosi quasi a una condizione indesiderata di sottopeso.
La paura di morire soffocata l’ha un po’ sempre accompagnata nella sua vita, fin dai primi bagni al Poetto.
Ricorda di un giorno d’estate a Villasimius dove le era sembrato realmente di stare per soffocare dopo che inavvertitamente le era entrata un po’ d’acqua salata nei polmoni.
Trascorse il resto dell’estate senza più entrare in acqua, per tornare a farlo soltanto diverso tempo dopo e senza mai immergere faccia.
A volte a Marta viene tuttora una paura analoga quando fa molto caldo e l’aria diventa “più difficile da respirare”.
In queste circostanze sente come una sgradevole sensazione di fame d’aria che la porta ad agitarsi, a sentire come delle vampate di calore e ad andare via in affanno.
È per questo che nei mesi più caldi evita di esporsi al sole diretto girando in centro a Cagliari, preferendo piuttosto rimanere a casa o in qualche locale al fresco in attesa che venga sera.
Hai bisogno di un supporto?
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Ti ricontatterò al più presto.
PAURA DI AVERE LA PRESSIONE ALTA
Da oltre 6 mesi Francesco ha smesso di bere caffè e di giocare a Padel.
Le ultime volte che ha giocato all’Orange Marina Club ha sentito uno strano dolore al collo, delle vertigini e un dolore pulsante alla testa.
La prima volta forse è stata la peggiore.
Oltre al dolore alla testa, Francesco sudava, ma non per lo sforzo, e il cuore gli batteva tanto intensamente da sembrargli che volesse dare segni di cedere da un momento all’altro.
Si era seduto su una panchina con la scusa di reidratarsi ed era tornare a giocare come se nulla fosse, ma con l’orribile sensazione che qualcosa potesse accadergli da un momento all’altro.
Rientrato a casa si era allora misurato la pressione, trovando dei valori particolarmente alti.
Aveva tuttavia provato ad andare a letto dicendosi, per rassicurarsi, di essersi sforzato troppo, salvo poi svegliarsi durante la notte e trovare dei valori pressori analoghi con una seconda misurazione.
Allarmatosi, si era quindi recato alla guardia medica di Cagliari dove, dopo diverse analisi, era stato rimandato a casa con un referto negativo e una diagnosi di “ipertensione emotiva” (crisi ipertensiva momentanea indotta da stress emotivo).
I giorni seguenti i dolori sembravano svaniti, ma non quella sensazione d’angoscia di poter avere qualcosa che non va.
Per tale ragione aveva smesso per qualche tempo di praticare sport nella speranza di riprendersi da quello che credeva poteva essere stato un affaticamento fisico e mentale.
Da allora tuttavia sono passati diversi mesi, ma quei dolori e quelle sensazioni sono rimaste, palesandosi fin dal primo mattino insieme a quell’angosciosa paura ipocondriaca che da un momento all’altro possa venirgli qualcosa a causa della pressione.
COME LAVORO A CAGLIARI
Nel mio lavoro come Psicologo a Cagliari che si occupa di attacchi di panico seguo la metodologia della Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC).
La TCC è una psicoterapia d’avanguardia sviluppatasi in America e nel Regno Unito da psicoterapeuti desiderosi di creare un metodo terapeutico che risultasse fondato scientificamente.
Il metodo è piuttosto semplice e intuitivo.
In primo luogo, prevede che la coppia paziente-terapeuta stabilisca fin da subito un obiettivo su cui lavorare congiuntamente in psicoterapia.
Come obiettivo, ad esempio, si potrebbe stabilire di comune accordo di ridurre l’ansia costante di avere il panico e la frequenza con cui si presentano gli attacchi di panico.
Secondo passo sarà quello di capire il problema per il quale la persona si è rivolta in terapia, indagando tra momento presente e storia di vita passata.
Nel caso degli attacchi di panico, ad esempio, si procederebbe a comprendere in quali situazioni sono emersi, come si sono vissuti e come si vivono tuttora, cosa si è fatto per gestirli e soprattutto cosa si sta facendo oggi per non viverli.
Il rimando al passato sarebbe utile per capire come il problema può essere nato, oltre che per rafforzare la relazione terapeutica creando un clima di maggiore intimità e complicità.
Pur con questo, si cercherebbe comunque di rimanere maggiormente concentrati sul presente, in quanto è nel qui e ora che il problema sta avendo luogo ed è nel qui e ora che può essere risolto.
Nel caso dell’ansia da panico, un’analisi della storia di vita pregressa può aiutare a comprendere cosa può aver predisposto la persona a sviluppare il problema d’ansia in questione.
Diversamente, l’analisi del momento presente sarebbe utile per capire ciò che oggi sta agendo mantenendo il problema.
Poiché la TCC vede il problema del panico come un problema di accettazione di tali esperienze, va da sé che una grossa fetta della terapia consisterebbe nell’aiutare la persona ad accogliere simili vissuti.
In assenza di tale accettazione, infatti, l’ansia è destinata a rimanere, come pure l’assiduità con la quale si starebbero presentando gli attacchi di panico.
Questo solitamente avviene in modo graduale in un percorso di progressiva conoscenza e apertura nei confronti della propria ansia, anche grazie all’apprendimento di pratiche di rilassamento contenitive.
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QUALI RISULTATI ASPETTARSI
Oggigiorno sappiamo che un’esposizione progressiva al panico, quando condotta in modo terapeutico, riduce significativamente l’ansia e la frequenza d’insorgenza degli attacchi di panico.
Tuttavia, è bene qui segnalarlo per correttezza intellettuale, il panico non svanisce.
Proprio in quanto esperienza normale a cui tutte le persone sono esposte, il panico può ripresentarsi in momenti specifici della vita.
Con questo non si vuole affermare che a ripresentarsi sia il problema d’ansia di avere gli attacchi di panico.
Benché infatti una ricaduta nel problema per il quale si è svolto un percorso terapeutico vada sempre contemplata, il ripresentarsi del panico non esprime un simile caso.
A patto chiaramente di non reiterare gli stessi comportamenti di evitamento che in precedenza avevano portato la persona a transitare da una normale esperienza di panico a un disturbo di panico vero e proprio.
DOVE RICEVO A CAGLIARI
La mia attività professionale come Psicologo a Cagliari che si occupa di attacchi di panico al momento è online in video-chiamata tramite Google Meet o Microsoft Teams, ma a breve sarà disponibile anche in presenza in studio.
Se fossi interessato a ricevere supporto online o altre informazioni relative alle sedute, puoi scrivermi o chiamarmi ai recapiti che trovi più in basso.
Diversamente, se volessi venire aggiornato su quando sarà possibile ricevere supporto psicologico in presenza a Cagliari, puoi lasciare i tuoi riferimenti per essere ricontattato non appena attiverò questo servizio.
COME CONTATTARMI
Se vuoi fissare un appuntamento per risolvere un problema di attacchi di panico o avere informazioni in più sul mio lavoro come Psicologo a Cagliari, puoi contattarmi telefonicamente chiamandomi o mandandomi un messaggio su whatsapp, oppure mandandomi un’e-mail ai seguenti recapiti:

Qualora non rispondessi subito, avrò cura di farlo non appena mi sarà possibile.
Diversamente potete contattarmi attraverso il modulo di contatto che trovate qui in basso.







