NON AVERE RIMPIANTI

non avere rimpianti

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La paura di ritrovarsi un giorno ad avere dei rimpianti è un qualcosa che spaventa molte persone.

Tale timore spinge spesso a compiere scelte frettolose mossi dal timore di potersi pentire in futuro per non averle prese.

L’ansia di perdere un’occasione o di non vivere pienamente la propria vita può infatti spingere a non perdere nessuno dei treni che potrebbero passare.

Pena il rischio di vivere in futuro il tanto temuto rimpianto.

Ma è davvero qualcosa di così terribile il rimpianto?

Perché ci spaventa così tanto?

Scopriamolo assieme.

SCORCI DI VITA VISSUTA: LA STORIA DI CHRISTIAN

« Ho trascorso gran parte della mia vita non curandomi di quello che sarebbe potuto essere il mio avvenire.

Vivevo di istanti; brevi ed intensi momenti capaci di farmi sentire vivo, libero, felice.

Ogni giorno era diverso da quello che lo aveva preceduto.

C’era sempre qualcosa di nuovo che rendeva speciale le mie giornate: il silenzio della notte rientrando da una serata trascorsa con amici, ed i miei passi, come unico eco in una città fattasi improvvisamente calma e accogliente; il profumo dei primi fiori di gelsomino, a rispolverare i miei ricordi d’infanzia e a rammentarmi l’inizio della nuova stagione; il timido sorriso di chi, affamato d’amore, incontrava il mio sguardo nella frenesia del quotidiano, trovando corrisposto un desiderio destinato a vivere del solo tempo di un pensiero…

non avere rimpianti

Provavo pena verso chi s’affannava a costruirsi un futuro.

In cuor mio sapevo che prima o poi avrebbero pagato a caro prezzo l’aver lasciato scorrere via la propria vita dietro ad un’idea di felicità così distante dal momento presente.

Non riuscivo a vedere nel loro futuro se non che l’ombra del rimpianto.

Il pensiero di essere lì, sulla vetta, a guardar loro compiangersi degli anni persi mi ha così permesso di andare avanti nella vita vedendo solo pregi e mai difetti.

Tutto scorreva in modo semplice e genuino.

Da un pò di tempo a questa parte, tuttavia, qualcosa è cambiato: i silenzi, così piacevoli e ospitali, sono iniziati a divenire un luogo rumoroso in cui sostare; nell’aria non scorgo più lo scorrere delle stagioni, ma quello del tempo, che si restringe ad ogni respiro; nessuno slancio d’amore per me nello sguardo dei passanti, ma solo sorrisi per ciò che rappresento: una persona spenta, schiava delle proprie paure e timorosa del suo avvenire.

E mi sovviene il grillo della storiella che, tutto intento a danzare e far festa, è finito con l’elemosinare l’aiuto delle operanti formiche sbeffeggiate poco prima.

Mi guardo indietro e non vedo più ricordi in grado di rallegrarmi di ciò che è stato, ma solo momenti perduti a vivere solo piaceri e mai doveri.

Provo spesso a dormirci sopra, sperando che la notte porti consiglio; ma sono spesso speranze vane: non appena chiudo gli occhi, i pensieri si accavallano uno dietro l’altro, lasciandomi la sgradevole sensazione di star perdendo il controllo di me stesso, della mia vita.

È proprio lì che il rimpianto inizia a bussare alla mia porta… »

non avere rimpianti

COS’È IL RIMPIANTO

A volte capita  di giudicare una scelta compiuta in passato basandosi unicamente sui valori ed i bisogni del momento presente.

Quando questo accade, si vive la spiacevole sensazione che tale scelta sia sbagliata, facendo ritornare con la mente al passato con un filo di amarezza, di tristezza, di rabbia o di angoscia.

È quello che sembra stia capitando a Christian, ritrovatosi improvvisamente a criticare molti dei comportamenti avuti in passato sulla base dell’esito che questi stanno avendo nel momento presente.

Ecco dunque il rimpianto: un’esperienza psico-emotiva che viviamo quando giudichiamo negativamente un qualcosa che abbiamo o non abbiamo fatto in passato basandoci unicamente sui valori e bisogni del momento presente, vivendo così un disagio emotivo spesso complesso e di difficile gestione.

LE EMOZIONI DEL RIMPIANTO

Quando si inizia a giudicare negativamente alcune delle scelte prese in passato, possiamo vivere diverse emozioni, spesso intense e molto pervasive.

Ad esempio, potremmo vivere:

  • tristezza, ad esempio, all’idea di aver sprecato tempo e perso, in questo modo, un’importante occasione per vedere realizzati importanti obiettivi personali;
  • rabbia verso noi stessi, pensando di essere stati stupidi o ingenui per non aver agito diversamente;
  • angoscia, al pensiero di dover proseguire un’esistenza con la costante sensazione di frustrazione e fallimento;
  • panico, nel prospettarsi scenari catastrofici e inaccettabili a seguito degli esiti delle scelte prese.

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Tali emozioni rendono il rimpianto un’esperienza tutt’altro che piacevole, benché non necessariamente così problematica così come si potrebbe pensare.

Il motivo è presto detto: vivere il rimpianto non equivale a vivere una vita di rimpianti.

Come tutte le esperienze psico-emotive, infatti, anche quella del rimpianto ha vita breve.

Non più lunga di quella di un pensiero spiacevole che potrebbe venirci in mente.

Vero è, tuttavia, che a volte il rimpianto diventa una compagnia per più presente di quanto dovrebbe essere.

Come mai accade questo?

QUANDO IL RIMPIANTO DIVENTA UN PROBLEMA

Diversi possono essere i motivi per i quali il rimpianto potrebbe diventare un’esperienza particolarmente costante e disagevole.

ESSERE STATI CRITICATI

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Un esempio è dato dall’essere stati fortemente criticati o aggrediti in passato per alcuni sbagli compiuti.

In simili casi, infatti, vivere il rimpianto potrebbe tradursi nel vivere con la costante apprensione di poter ricevere da un momento all’altro lo stesso tipo di critica.

Naturale sarà dunque non solo temere fortemente la possibilità di avere rimpianti, ma anche vivere l’esperienza del rimpianto con maggiore disagio.

Sfortunatamente, anche in assenza di persone pronte a criticarci o aggredirci questo disagio potrebbe non cessare, a motivo dell’interiorizzazione della critica (auto-giudio negativo).

FALSE ASPETTATIVE

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Non di rado si teme il rimpianto a motivo dell’errata convinzione che tale stato psico-emotivo possa durare in eterno.

Spaventerebbe chiunque l’idea di vivere con la costante sensazione di avere sbagliato tutto nella vita.

Ciononostante, tale aspettativa si dimostra il più delle volte infondata.

Il disagio emotivo che viviamo quando ci rammarichiamo per qualcosa che abbiamo compiuto in passato, infatti, è destinato a ridursi come effetto dell’accettazione della nostra scelta.

Vero è, tuttavia, che fintanto che si nutre il timore del suo incessante persistere si compierebbero attività volte a prevenire la possibile occorrenza dell’esperienza del rimpianto.

Sarebbero proprio tali comportamenti di evitamento, a ben vedere, a renderci più sensibili al rimpianto, prolungando l’intensità e la durata delle emozioni che così potremmo provare.

PERFEZIONISMO DISADATTIVO

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A volte ciò che rende il rimpianto un’esperienza inaccettabile è la presenza di uno stile di pensiero particolarmente resistente alla contemplazione dell’errore.

Nell’errore, infatti, la persona leggerebbe uno stato di inadeguatezza personale generalizzato che motiverebbe a compiere sforzi immani pur di prevenire la possibilità di avere rimpianti.

In che modo?

Assumendo un atteggiamento perfezionistico, per esempio.

Sfortunatamente, il perfezionismo agirebbe sì riducendo la sensazione angosciosa di poter essere in difetto, ma manterrebbe al tempo stesso l’idea di fondo di essere una persona sbagliata.

Chi, infatti, sentendosi “giusto” si prodigherebbe a compiere simili sforzi?

INTOLLERANZA DELL’INCERTEZZA

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Un altro dei motivi che a volte può rendere l’esperienza del rimpianto un qualcosa di insopportabile è la presenza di quella tendenza mentale nota come “intolleranza dell’incertezza”.

Tale stile di pensiero si esplicherebbe nella ricerca costante dell’assoluta certezza e del bisogno compulsivo di avere sempre tutto sotto controllo.

La ricerca spasmodica della certezza di non avere sbagliato, dunque, non esprimerebbe nient’altro che il bisogno di trovare una rassicurazione al pensiero di aver sprecato effettivamente una parte importante della propria vita.

Sfortunatamente, chi vive cercando sempre di scappare dal dubbio di aver sbagliato finisce spesso con l’attirarsi proprio ciò che più teme.

COME GESTIRE IL RIMPIANTO

Partiamo da una prima considerazione: trattandosi di una normale esperienza psico-emotiva, la gestione del rimpianto si pone esclusivamente per quelle circostanze per le quali tale esperienza si associ a vissuti psico-emotivi particolarmente intensi e frequenti.

In pratica, nelle circostanze in cui la persona non riuscisse ad uscire dall’esperienza stessa del rimpianto.

Il lavoro psicologico, dunque, si concentrerebbe sull’identificazione (prima) e sulla modifica (poi) dei fattori che, nel momento presente, starebbero contribuendo a mantenere questo tipo di disagio.

Ad esempio, laddove la persona stesse vivendo un’intensa angoscia all’idea di aver compiuto uno sbaglio imperdonabile, il lavoro psicologico si tradurrebbe nell’aiutare la persona a perdonare se stessa per quanto compiuto.

Come raggiungere questo obiettivo?

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Per esempio aiutando la persona a ragionare attorno ai motivi per i quali in passato si è agito come si è fatto, mostrando la connessione tra tale comportamento e i valori che al tempo avevano motivato a compiere tali azioni.

Al tempo stesso, utile si dimostrerebbe l’aiutare la persona a ridimensionare la gravità dell’esperienza dello sbaglio, contemplandola come una normale ed utile esperienza di vita.

Naturalmente questi sono semplici esempi.

Ogni situazione, infatti, è un caso a sé e come tale richiederebbe una corretta valutazione perché sia possibile identificare strategie utili per migliorare la propria condizione e ritrovare benessere ed equilibrio psico-emotivo.

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