paura delle malattie verona

IPOCONDRIA

IPOCONDRIA

La convinzione che alcune normali sensazioni o disagi fisici non riconosciuti dagli specialisti come degni di rilevanza clinica possano in realtà rappresentare i sintomi di una malattia grave e fortemente invalidante: questo, in breve, l’oggetto della preoccupazione che caratterizza la persona alle prese con un problema di ipocondria.

Chi soffre di questo problema raramente prende in considerazione l’eventualità che il proprio malessere  fisico possa avere in realtà un’origine psicologica.

Assumere tale tesi come vera, infatti, equivarrebbe per la persona alle prese con ipocondria a riconoscere i propri disagi come infondati e fittizi, e a sentirsi come tale un “malato immaginario”, come spesso tra l’altro si sente dire dalle persone che lo circondano.

malato immaginario verona

Non c’è dunque da stupirsi se tali persone mal reagiscano a coloro che, seppure con affetto,  suggeriscono loro di rivolgersi ad uno psicologo.

Le sensazioni interne, i dolori e i segni fisici di cui si lamenta chi vive un problema ipocondriaco appaiono alla persona stessa concreti, materiali, quasi tangibili, benché non direttamente osservabili e comprensibili dall’esterno.

Negare la connessione tra tali sintomi fisici e la malattia che queste persone temono di aver contratto porta le stesse a sentirsi prese in giro e ad essere considerate dagli altri come bugiarde o come eccessivamente teatrali nella manifestazione del proprio disagio.

Ecco quindi come al disagio iniziale per la malattia si somma sovente anche una sofferenza nascosta, vissuta spesso in solitudine: quella di non essere presi sul serio.

Non di rado tale sofferenza va ad amplificare quel senso di  fragilità, vulnerabilità e impotenza che caratterizzava già in precedenza la vita della persona con problemi ipocondriaci, non a caso da sempre attenta  alla propria salute e alla prevenzione di possibili malattie.

La persona che si trova ad avere a che fare con l’ipocondria, infatti, è spesso convinta di essere più suscettibile degli altri di sviluppare problemi di natura medica. Si sente fragile e debole, oltre che meno capace di far fronte all’eventualità di una  malattia  fisica.

paura delle infezioni verona

A preoccupare la persona con ipocondria, tuttavia, non sarebbe l’eventualità della malattia in sé, quanto piuttosto le esperienze spiacevoli che ritiene di poter vivere nel caso in cui venisse contratta la malattia temuta.

Immagini di degenze ospedaliere prolungate stando come immobilizzati a letto e senza alcuna possibilità di reagire ad un dolore immaginato come incessante e perdurante nel tempo: questo lo scenario forse più temuto che motiva la persona con problemi di ipocondria a non prendere sotto gamba anche semplici sensazioni fisiche poco piacevoli.

A ciò si dovrebbero le ricerche disperate su internet di segni e sintomi prodromici di malattie, i numerosi controlli del proprio corpo, le frequenti visite specialistiche mediche e le  continue richieste di rassicurazione ad amici e familiari che solitamente caratterizzano il quadro ipocondriaco.

paura di ammalarsi verona

Sarebbero proprio tali comportamenti a mantenere nel lungo tempo il grado di preoccupazione per le malattie, e dunque il problema ipocondriaco, seppure spesso all’insaputa della persona.

Da qui l’utilità di rivolgersi ad un psicologo, in quanto esperto dei meccanismi che starebbero contribuendo ad alimentare una sofferenza espressa nelle reazioni del corpo piuttosto che nella pura e semplice immaginazione.

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La convinzione che alcune normali sensazioni o disagi fisici non riconosciuti dagli specialisti come degni di rilevanza clinica possano in realtà rappresentare i sintomi di una malattia grave e fortemente invalidante: questo, in breve, l’oggetto della preoccupazione che caratterizza la persona alle prese con un problema di ipocondria.

Chi soffre di questo problema raramente prende in considerazione l’eventualità che il proprio malessere  fisico possa avere in realtà un’origine psicologica.

Assumere tale tesi come vera, infatti, equivarrebbe per la persona alle prese con ipocondria a riconoscere i propri disagi come infondati e fittizi, e a sentirsi come tale un “malato immaginario”, come spesso tra l’altro si sente dire dalle persone che lo circondano.

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Non c’è dunque da stupirsi se tali persone mal reagiscano a coloro che, seppure con affetto,  suggeriscono loro di rivolgersi ad uno psicologo.

Le sensazioni interne, i dolori e i segni fisici di cui si lamenta chi vive un problema ipocondriaco appaiono alla persona stessa concreti, materiali, quasi tangibili, benché non direttamente osservabili e comprensibili dall’esterno.

Negare la connessione tra tali sintomi fisici e la malattia che queste persone temono di aver contratto porta le stesse a sentirsi prese in giro e ad essere considerate dagli altri come bugiarde o come eccessivamente teatrali nella manifestazione del proprio disagio.

Ecco quindi come al disagio iniziale per la malattia si somma sovente anche una sofferenza nascosta, vissuta spesso in solitudine: quella di non essere presi sul serio.

Non di rado tale sofferenza va ad amplificare quel senso di  fragilità, vulnerabilità e impotenza che caratterizzava già in precedenza la vita della persona con problemi ipocondriaci, non a caso da sempre attenta  alla propria salute e alla prevenzione di possibili malattie.

La persona che si trova ad avere a che fare con l’ipocondria, infatti, è spesso convinta di essere più suscettibile degli altri di sviluppare problemi di natura medica. Si sente fragile e debole, oltre che meno capace di far fronte all’eventualità di una  malattia  fisica.

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A preoccupare la persona con ipocondria, tuttavia, non sarebbe l’eventualità della malattia in sé, quanto piuttosto le esperienze spiacevoli che ritiene di poter vivere nel caso in cui venisse contratta la malattia temuta.

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A ciò si dovrebbero le ricerche disperate su internet di segni e sintomi prodromici di malattie, i numerosi controlli del proprio corpo, le frequenti visite specialistiche mediche e le  continue richieste di rassicurazione ad amici e familiari che solitamente caratterizzano il quadro ipocondriaco.

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Sarebbero proprio tali comportamenti a mantenere nel lungo tempo il grado di preoccupazione per le malattie, e dunque il problema ipocondriaco, seppure spesso all’insaputa della persona.

Da qui l’utilità di rivolgersi ad un psicologo, in quanto esperto dei meccanismi che starebbero contribuendo ad alimentare una sofferenza espressa nelle reazioni del corpo piuttosto che nella pura e semplice immaginazione.

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