
PSICOLOGO A VERONA PER ATTACCHI DI PANICO
In altre sezioni del mio sito ho scritto del panico e del disturbo di panico, offrendo diverse informazioni scientificamente attendibili su questi temi.
In questa pagina, invece, potrai trovare informazioni utili per comprendere se io sia lo Psicologo a Verona che stai cercando per gestire gli attacchi di panico e l’ansia di riviverli.
Qualora comunque tali informazioni non fossero sufficienti, sentiti libero/a di scrivermi o chiamarmi ai recapiti che troverai in fondo alla pagina.
QUANDO CONTATTARMI
Prima di tutto dobbiamo qui sottolineare che l’attacco di panico non sia di per sé una patologia, un disturbo mentale o comunque un problema da risolvere.
Come ho scritto nella sezione dedicata a chiarire cosa sia il panico e il disturbo di panico, il problema vero e proprio è piuttosto l’inaccettabilità dell’esperienza di panico.
Il problema nasce quindi dagli sforzi che la persona compie per evitare di rivivere simili esperienze emotive, più che dal vivere l’esperienza di panico in quanto tale.
Tali sforzi portano infatti ad accrescere uno stato di ansia (nel nostro caso l’ansia di rivivere il panico) che paradossalmente predispone ad avere più attacchi di panico.
Molte persone contattano uno Psicologo a Verona poco dopo aver avuto attacchi di panico proprio in quanto preoccupate di ciò che hanno appena vissuto, oltre che per non rivivere simili crisi in futuro.
In questi casi, rivolgersi a uno psicologo può essere una scelta saggia e giusta, in quanto previene la possibilità che rimedi fai da te poco efficaci peggiorino la situazione.
Altre persone, invece, scelgono di contattare uno specialista a distanza di alcuni mesi o anni dai primi episodi di panico.
Solitamente questo avviene o quando non riescono ad arginare gli episodi di panico, o quando crolla improvvisamente l’equilibrio emotivo che faticosamente avevano trovato con qualche accorgimento.
In questo caso, andare da uno psicologo sarebbe utile per impostare uno stile di vita facilitante il ridursi dell’ansia di avere crisi di panico, riducendo nel tempo la probabilità della loro insorgenza.
Vediamo adesso assieme alcune situazioni per i quali potrebbe essere utile rivolgersi a uno Psicologo.
PAURA DI STARE MALE
L’ansia di stare male è forse tra i problemi d’ansia più comuni e studiate in ambito scientifico.
In questo caso, il male temuto è solitamente un malessere improvviso di natura fisica, qual può essere un infarto, un ictus ischemico, una crisi epilettica, uno svenimento, etc.
Di tale ipotetico evento sono due le cose che spaventano maggiormente:
- l’angosciante sensazione di imprevedibilità e incontrollabilità legata al sopraggiungere del malore, che rimanda a un vissuto di fragilità e impotenza;
- le possibili conseguenze legate alla sua comparsa, ad esempio la morte istantanea, il dolore fisico, un disturbo neurologico (ad es., paralisi facciale) o cognitivo (ad es., compromissione della capacità di parlare), la sofferenza di una persona cara (ad es., depressione), etc.
Di solito tale ansia insorge a seguito del percepire qualcosa di insolito a livello del corpo.
Battiti irregolari del cuore, dolori al petto o alle costole, strane scosse o formicolii alle tempie, alle mani o dei piedi e così via diventano per la persona dei chiari indicatori attestanti la presenza di un malore in corso o potenziale.
Il fatto che quanto temuto sia qualcosa di oggettivamente grave rende più complesso per la persona non dare ascolto all’ansia di stare male che insorge nel percepire tali sensazioni.
Come poter infatti ignorare un dolore al petto se dietro vi potesse essere il rischio di avere un infarto o un ictus?
Accade così che la semplice percezione di sensazioni corporee interne insolite porti la persona ad allarmarsi e a correre rapidamente ai ripari.
Ad esempio:
- cercando informazioni su internet,
- interrogando ChatGPT;
- tastando compulsivamente la parte dolorante;
- chiedendo rassicurazioni a persone di fiducia o a specialisti;
- compiendo diversi accertamenti medici;
- assumendo farmaci ansiolitici;
- andando in ospedale, etc.
Il problema di fondo è che, come tutti i problemi d’ansia, il malore che più si teme non capita mai.
O per lo meno non quando siamo nel bel mezzo dell’ansia di stare male.
Se infatti la persona fosse realmente a rischio di contrarre un simile problema medico ogni qual volta andasse in ansia, gli accertamenti specialisti avrebbero già riscontrato una vulnerabilità organica.
E, come avviene di routine, la persona sarebbe già stata esortata a seguire una specifica terapia farmacologica atta a prevenire sbalzi della pressione arteriosa, irregolarità nel battito cardiaco, etc.
Nel caso di ansia da panico, invece, quello che capita è che la persona arrivi a vivere un’intensa paura di avere qualcosa di grave, ossia a sperimentare un attacco di panico.
Solitamente questo avviene quando la persona non riesce a tranquillizzarsi di avere qualcosa di grave.
Ciò accade, ad esempio, quando le ricerche in internet accrescono l’ansia, quando ChatGPT riconosce la presenza anche solo di un minimo rischio potenziale, quando non c’è nessuno che ci rassicuri, etc.
Quando invece la persona riesce a rassicurarsi, impara che specifici comportamenti portano a prevenire il rischio di andare in panico.
Saranno simili comportamenti che verranno messi in atto per prevenire futuri attacchi di panico, accrescendo così la sensibilità all’esperienza di panico e mantenendo il problema d’ansia in essere.
La terapia psicologica, pertanto, mira ad aiutare la persona a dare un significato diverso alle proprie sensazioni corporee e ad accettare il rischio che tali avversità possa presentarsi nel corso della vita.
Hai bisogno di un supporto?
Scrivimi in privato.
Ti ricontatterò al più presto.
PAURA DI SVENIRE
Un’altra manifestazione d’ansia da panico molto comune è quella che vede la persona in costante apprensione al pensiero di poter svenire (sincopofobia) e perdere coscienza.
A un’analisi attenta dei racconti delle persone che soffrono di tale problema d’ansia emerge che ciò che più temono è l’esperienza di perdita di controllo di sé.
Detto diversamente, lo svenimento acquisita un significato allarmante in quanto vissuto come una condizione di perdita di controllo sul proprio comportamento, sui propri pensieri e sul proprio corpo.
È dunque il timore dell’esperienza di impotenza ciò che più allarma le persone che vivono costantemente nell’ansia di svenire.
Chiaramente, anche le possibili conseguenze prospettate a seguito dello svenimento incutono un più o meno marcato stato d’ansia.
Va da sé che la natura delle conseguenze attese varia in funzione dell’attività che si starebbe svolgendo.
Camminando a piedi per le vie del centro, ad esempio, il pensiero di svenire può richiamare il rischio di cadere e fratturarsi, spaccarsi i denti o ancora venire trafiggi da oggetti acuminati presenti a terra.
Una gita fuori porta in bicicletta, al contrario, può innescare il pensiero angosciante di venire travolti dalle macchine circolanti per strada, finire contro uno spartitraffico o precipitare in qualche dirupo.
Diversamente, il pensiero di svenire alla guida della propria autovettura innesca l’ansia di essere responsabili di un incidente dagli esiti mortali per se stessi e per altri.
Insomma, diversi scenari catastrofici tutti ricondotti alla perdita dei sensi tanto temuta.
Solitamente tale timore non insorge casualmente.
Comune, infatti, è l’entrare in ansia nel percepire sensazioni insolite e inspiegabili o durante lo svolgimento di un’attività nella quale lo svenimento potrebbe associarsi ai rischi sopra descritti.
Tra le sensazioni che spesso portano automaticamente a entrare in ansia vi sono le vertigini, la visione offuscata, i giramenti di testa, come pure il sentirsi confusi, storditi, ovattati, stanchi o doloranti.
Tra le attività che invece possono innescare tale ansia vi sono il correre a piedi, il fare ingenti sforzi fisici, il guidare in strade trafficate, il vedere video o ascoltare fatti che impressionano, lo stare in luoghi alti, etc.
In presenza di un problema d’ansia da svenimento, tali timori portano la persona a ridurre quanto più tali attività, come pure a compiere diversi sforzi per evitare di vivere tali angoscianti sensazioni.
Una terapia psicologica efficace prevede il dare informazioni psico-biologiche corrette sullo svenimento e mira a contrastare l’ansia di perdita di controllo con esercizi espositivi in studio e a casa.
COME LAVORO IN PRESENZA A VERONA
La metodologia che seguo come Psicologo che a Verona si occupa di attacchi di panico è quella della Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC), una psicoterapia di provata efficacia scientifica.
In pratica, questo approccio terapeutico mira a trattare il problema degli attacchi di panico come un problema di inaccettabilità dell’esperienza del panico in sé e per sé.
Detto diversamente, a essere un problema non sarebbe tanto l’emergere di più o meno occasionali attacchi di panico, quanto piuttosto il fatto di non riuscire ad accettare di avere simili esperienze.
Sarebbe tale inaccettabilità (aspetto cognitivo), dunque, a motivare la persona a compiere diversi sforzi per evitare di rivivere il panico già sperimentato in precedenza (aspetto comportamentale).
Purtroppo, come spesso accade, tali tentativi di proteggersi dal panico rappresentano parte dello stesso problema, in quanto, accrescendo l’ansia, facilitando l’emergere di nuovi episodi di panico.
L’aumento dell’ansia, infatti, si associa a:
- un costante focalizzarsi sulle proprie sensazioni corporee interne (ipermonitoraggio), con conseguente estensione della consapevolezza dei propri vissuti interni;
- una facilitazione nell’interpretare come minacciose le sensazioni corporee innocue che in precedenza non venivano notate o le stesse sensazioni dell’ansia che si sta vivendo;
- un aumento del sopraggiungere spontaneo di pensieri catastrofici negativi legati al rischio di stare male, morire, perdere il controllo, svenire, impazzire, etc.
Come un cane che si morde la coda, la persona arriva così, a propria insaputa, ad assumere comportamenti di evitamento che, ben lungi dal proteggere dal panico, portano lo stesso a ritornare continuamente.
La TCC pone dunque al centro del progetto terapeutico la progressiva riduzione dei comportamenti di evitamento e la parallela reinterpretazione del panico come normale esperienza di vita.
Chiaramente, poiché le ragioni alla base dell’inaccettabilità del panico sono diverse da persona a persona, una buona fetta della terapia si focalizza nel capire che significato si sta dando all’esperienza di panico.
L’approccio è aperto e collaborativo ed entrambi gli agenti, terapeuta e paziente, hanno un ruolo attivo nella comprensione e risoluzione del problema d’ansia.
Hai bisogno di un supporto?
Scrivimi in privato.
Ti ricontatterò al più presto.
QUALI RISULTATI ASPETTARSI
È bene chiarire che una buona terapia per risolvere il problema degli attacchi di panico non mira a portare la persona a non avere attacchi di panico.
Tale obiettivo, perseguito spesso delle persone che si presentano in terapia, è infatti parte stesso del problema d’ansia che si vorrebbe risolvere.
Un’efficace terapia per il panico, al contrario, porterebbe la persona a vedere ridotta l’intensità dell’ansia di avere un attacco di panico e dunque la stessa frequenza con cui comparirebbero gli attacchi di panico.
Tale risultato, tuttavia, non è perseguito direttamente, quanto piuttosto ottenuto indirettamente come effetto dello sforzo di imparare ad accogliere l’esperienza di panico.
Sarà tanto più possibile raggiungere una simile accettazione quanto più si cercherà di evitare di evitare” di avere il panico.
Ossia, quanto più si cercherà di esporsi al rischio di rivivere l’esperienza di panico.
Specifiche tecniche di gestione del panico ed esercizi creati ad hoc per familiarizzare con esso aiuteranno la persona in tale percorso, da cui ci si potrà attendere:
- una ripresa delle attività quotidiane che in precedenza si evitava di compiere;
- una riduzione dell’ansia di avere attacchi di panico;
- una migliore capacità di gestione delle proprie emozioni;
- una maggiore consapevolezza di sé e dei propri valori
DOVE RICEVO A VERONA
A Verona ricevo su appuntamento presso il mio studio sito in Stradone Porta Palio 70.
COME CONTATTARMI
Se vuoi fissare un appuntamento per risolvere un problema di attacchi di panico o avere informazioni in più sul mio lavoro come Psicologo a Verona, puoi contattarmi telefonicamente chiamandomi o mandandomi un messaggio su whatsapp, oppure mandandomi un’e-mail ai seguenti recapiti:

Qualora non rispondessi subito, avrò cura di farlo non appena mi sarà possibile.
Diversamente potete contattarmi attraverso il modulo di contatto che trovate qui in basso.







