NON PROVARE NIENTE
Persone che nella loro infanzia hanno vissuto relazioni difficili con i propri genitori possono manifestare in età adulta difficoltà ad aprirsi nei confronti degli altri.
Questa difficoltà non si manifesta sempre e soltanto nel tenersi tutto per sé, ma, al contrario, può esprimersi anche in un distacco personale dalle proprie emozioni.
Nel linguaggio della psicologia clinica questa tendenza prende il nome di “ottundimento emotivo” ed è considerata un sintomo dissociativo da distacco.
La persona non sceglie consapevolmente di distaccarsi dai propri affettivi, ma si ritrova distante rispetto alla possibilità di provare emozioni, sia negative, sia positive.
Ne è un esempio, il non provare alcuna emozione per la nascita di un figlio a seguito di una precedente esperienza traumatizzante di aborto spontaneo.
Il distacco si manifesta a livello inconsapevolmente come effetto dello spegnimento di una parte del cervello, per prevenire danni conseguenti a sovraccarichi emozionali.
Come i salvavita interrompono il flusso di corrente in caso di guasto o anomalia, così il nostro cervello interrompe sul nascere l’emergere di emozioni troppo intense per proteggerci da un sovraccarico emotivo.
Per esperienze traumatiche occorse nell’infanzia, è probabile che questo processo avvenga quasi di riflesso, come conseguenza dello strutturarsi di una mente pronta a staccarsi da qualunque affetto di una certa entità.
Quando invece simili esperienze occorrono nel corso dell’età adulta, l’ottundimento emotivo può palesarsi a seguito di una modalità di pensiero eccessivamente pessimistica o di un eccesso di razionalizzazione.
Ad esempio, dirsi continuamente che non può accadere niente di buono in futuro porta a interrompere sogni e fantasie e a prevenire la sofferenza conseguente alla delusione per la possibile frustrazione di tali aspettative.
Specifiche operazioni terapeutiche possono aiutare le persone a riappropriarsi della capacità di rivivere le emozioni se aiutate a ridurre il senso di minaccia per i propri sentimenti e sé sostenute nella gestione di tali affetti.





