LA SPERANZA

coraggio verona

Gran parte delle tecniche che vengono insegnate nei corsi di Judo si basano su un principio piuttosto semplice: trovare il modo di sfruttare a proprio vantaggio l’energia del colpo del nostro avversario.

C’è chi nel ricevere un pugno va al tappeto, e chi invece, sfruttando la forza impressa in quel pugno, riesce a schivarlo e a mettere a terra il proprio avversario.

Niente di più che semplici tecniche di difesa, dunque, capaci all’occorrenza di rispedire al mittente il colpo che ci è stato inflitto.

Ecco, il diffondersi del coronavirus è proprio questo: un colpo ben assestato destinato a mandarci K.O o a darci una forza superiore a quella di cui disponevamo prima che il colpo venisse sferrato.

IN CHE MODO?

Semplice: nel farci comprendere l’importanza del gruppo, della coesione, mai come prima in un momento come questo.

La scelta che in molti stanno cercando di rispettare di rimanere a casa esprime proprio questo, una vicinanza espressa non solo a parole, ma coi fatti. La vicinanza di chi intuisce che una propria scelta può determinare il bene o il male di molti, specie di coloro che ci sono più cari.

L’IMPORTANZA DELLA COOPERAZIONE

In un sistema che appare sempre più interconnesso, le barriere si infrangono mostrandoci quanto in effetti siamo connessi gli uni agli altri, pur non sapendolo, pur desiderandolo senza mai esprimerlo apertamente.

Già, perché il bisogno di affiliazione, come spesso viene definito in ambito specialistico, esiste ed è umano. Tanto umano.

spirito di gruppo verona

È grazie a questo bisogno che la nostra specie si è evoluta, in quanto in grado di portarci a cooperare nei momenti di maggiore bisogno in vista del raggiungimento di un obiettivo comune. La salute, in questo caso.

Rimanendo a casa oggi cooperiamo perché domani ci si possa svegliare trovando un mondo certamente diverso, ma comunque degno dei nostri sforzi, delle nostre fatiche.

COOPERARE PER COSA?

Per tutto ciò che per noi oggi conta, per tutto ciò che domani vorremmo che contasse.

Momenti come questo decidono spesso l’esito del nostro futuro, in un modo capace di farci sentire ancora una volta il controllo della nostra vita, del nostro avvenire.

Un evento come è quello che sta accadendo rompe gli schemi ordinari, rendendoci difficile prevedere l’avvenire, lasciandoci così sconcertatiatterritispaventati.

Ma per quante libertà possa toglierci, non può negarci la possibilità di continuare a vedere un futuro, forse distante da oggi, ma più reale della realtà che oggi si respira guardando il vicino da una finestra, e leggendo nel suo sguardo la nostra stessa paura, la nostra tristezza, la nostra stessa voglia di reagire.

Una reazione è possibile, perché ci sarà sempre qualcosa che si potrà compiere fintanto che ci saranno persone disposte a crederci.

Io voglio crederci, e voi?
#IoStoACasa

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Gran parte delle tecniche che vengono insegnate nei corsi di Judo si basano su un principio piuttosto semplice: trovare il modo di sfruttare a proprio vantaggio l’energia del colpo del nostro avversario.

C’è chi nel ricevere un pugno va al tappeto, e chi invece, sfruttando la forza impressa in quel pugno, riesce a schivarlo e a mettere a terra il proprio avversario.

Niente di più che semplici tecniche di difesa, dunque, capaci all’occorrenza di rispedire al mittente il colpo che ci è stato inflitto.

Ecco, il diffondersi del coronavirus è proprio questo: un colpo ben assestato destinato a mandarci K.O o a darci una forza superiore a quella di cui disponevamo prima che il colpo venisse sferrato.

IN CHE MODO?

Semplice: nel farci comprendere l’importanza del gruppo, della coesione, mai come prima in un momento come questo.

La scelta che in molti stanno cercando di rispettare di rimanere a casa esprime proprio questo, una vicinanza espressa non solo a parole, ma coi fatti. La vicinanza di chi intuisce che una propria scelta può determinare il bene o il male di molti, specie di coloro che ci sono più cari.

L’IMPORTANZA DELLA COOPERAZIONE

In un sistema che appare sempre più interconnesso, le barriere si infrangono mostrandoci quanto in effetti siamo connessi gli uni agli altri, pur non sapendolo, pur desiderandolo senza mai esprimerlo apertamente.

Già, perché il bisogno di affiliazione, come spesso viene definito in ambito specialistico, esiste ed è umano. Tanto umano.

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È grazie a questo bisogno che la nostra specie si è evoluta, in quanto in grado di portarci a cooperare nei momenti di maggiore bisogno in vista del raggiungimento di un obiettivo comune. La salute, in questo caso.

Rimanendo a casa oggi cooperiamo perché domani ci si possa svegliare trovando un mondo certamente diverso, ma comunque degno dei nostri sforzi, delle nostre fatiche.

COOPERARE PER COSA?

Per tutto ciò che per noi oggi conta, per tutto ciò che domani vorremmo che contasse.

Momenti come questo decidono spesso l’esito del nostro futuro, in un modo capace di farci sentire ancora una volta il controllo della nostra vita, del nostro avvenire.

Un evento come è quello che sta accadendo rompe gli schemi ordinari, rendendoci difficile prevedere l’avvenire, lasciandoci così sconcertatiatterritispaventati.

Ma per quante libertà possa toglierci, non può negarci la possibilità di continuare a vedere un futuro, forse distante da oggi, ma più reale della realtà che oggi si respira guardando il vicino da una finestra, e leggendo nel suo sguardo la nostra stessa paura, la nostra tristezza, la nostra stessa voglia di reagire.

Una reazione è possibile, perché ci sarà sempre qualcosa che si potrà compiere fintanto che ci saranno persone disposte a crederci.

Io voglio crederci, e voi?
#IoStoACasa