INADEGUATAMENTE ADEGUATI

inadeguatamente adeguati

scritto da Dr. Alessio Congiu

Con tanta premura aveva deciso di preparare una torta per l’amica venuta a trovarla, ma l’esecuzione non era stata di certo all’altezza delle sue aspettative. La torta, infatti, non era lievitata, rimanendo bassa e abbrustolita nell’aspetto.

Vanessa è delusa da se stessa; pensa d’aver fallito, d’aver dato ancora una volta prova della propria incapacità. D‘altronde, è una vita intera che dimostra a se stessa d’essere una persona inadeguata, qualunque cosa faccia.

<< L’eterna seconda >>, come spesso dice di sé a quegli amici e parenti che, forse più per noia che per affetto, le ricordano di non essere ormai più tanto giovane oltre che zitella.

Fosse poi soltanto quello il suo problema! È una vita intera che Vanessa vorrebbe cambiar lavoro, malgrado pensi di non riuscirci, d’esser surclassata da queste nuove generazioni: intraprendenti, scaltre, tecnologiche, più di lei, senza dubbio. Lei, d’altronde, la sua passione l’aveva anche assecondata in gioventù, scoprendosi ben presto impreparata alla competizione che il canto richiedeva.

inadeguatamente adeguati

Mamma Carmela aveva provato a metterla in guardia, ricordandole con “premura” che avrebbe fatto meglio a tentare tutt’altro genere di fortune, date le sue incapacità artistiche.

Carmela questo lo sapeva meglio di chiunque altro, dopotutto: regista di successo, cresciuta a musical e concerti fin dalla più tenera età; e sapeva ancora meglio che Vanessa non era certo come Viola, figlia prediletta, violinista dell’orchestra sinfonica di Berlino, e non mancava di ricordarglielo:

<< Tieniti stretto il tuo lavoro in banca, che di meglio, figlia mia, non puoi trovare! Chi nasce tondo non può mica morir quadrato! >>

E Vanessa ci aveva anche creduto a quelle parole, al punto d’esser diventata tonda, lei, a tutti gli effetti. Mangiava tanto Vanessa, e spesso, e volentieri. Per fame, certo, ma di quelle che solo chi è digiuno d’ogni gioia può comprendere.

A guardarla oggi, Vanessa, sembra che nulla sia cambiato: frustrata, come allora; triste, da una vita; sola, oggi più che mai.

Che gusto amaro quella torta! Per lei, tradita anche dai suoi dolci, rinsecchiti, come i suoi sogni.

Com’è ridotta Vanessa! Per una torta poi! Prova della sua incapacità! Motivo di ribrezzo di se stessa!

Se solo avesse visto la scaltrezza con cui Thomas, figlioccio dell’amica, s’approdava furtivamente a scoprire come s’afflosciano le torte a forno aperto, delegando poi l’onere del danno alla nostra povera Vanessa!

inadeguatamente adeguati

Se solo avesse visto quanti Thomas, nella sua vita, son cresciuti su quelle che vedevano delle spalle più forti su cui potersi aggrappare.

Quanto si è duri con se stessi quando non si contempla altra risposta se non quella che più ci fa male!

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Con tanta premura aveva deciso di preparare una torta per l’amica venuta a trovarla, ma l’esecuzione non era stata di certo all’altezza delle sue aspettative. La torta, infatti, non era lievitata, rimanendo bassa e abbrustolita nell’aspetto.

Vanessa è delusa da se stessa; pensa d’aver fallito, d’aver dato ancora una volta prova della propria incapacità. D‘altronde, è una vita intera che dimostra a se stessa d’essere una persona inadeguata, qualunque cosa faccia.

<< L’eterna seconda >>, come spesso dice di sé a quegli amici e parenti che, forse più per noia che per affetto, le ricordano di non essere ormai più tanto giovane oltre che zitella.

Fosse poi soltanto quello il suo problema! È una vita intera che Vanessa vorrebbe cambiar lavoro, malgrado pensi di non riuscirci, d’esser surclassata da queste nuove generazioni: intraprendenti, scaltre, tecnologiche, più di lei, senza dubbio. Lei, d’altronde, la sua passione l’aveva anche assecondata in gioventù, scoprendosi ben presto impreparata alla competizione che il canto richiedeva.

inadeguatamente adeguati

Mamma Carmela aveva provato a metterla in guardia, ricordandole con “premura” che avrebbe fatto meglio a tentare tutt’altro genere di fortune, date le sue incapacità artistiche.

Carmela questo lo sapeva meglio di chiunque altro, dopotutto: regista di successo, cresciuta a musical e concerti fin dalla più tenera età; e sapeva ancora meglio che Vanessa non era certo come Viola, figlia prediletta, violinista dell’orchestra sinfonica di Berlino, e non mancava di ricordarglielo:

<< Tieniti stretto il tuo lavoro in banca, che di meglio, figlia mia, non puoi trovare! Chi nasce tondo non può mica morir quadrato! >>

E Vanessa ci aveva anche creduto a quelle parole, al punto d’esser diventata tonda, lei, a tutti gli effetti. Mangiava tanto Vanessa, e spesso, e volentieri. Per fame, certo, ma di quelle che solo chi è digiuno d’ogni gioia può comprendere.

A guardarla oggi, Vanessa, sembra che nulla sia cambiato: frustrata, come allora; triste, da una vita; sola, oggi più che mai.

Che gusto amaro quella torta! Per lei, tradita anche dai suoi dolci, rinsecchiti, come i suoi sogni.

Com’è ridotta Vanessa! Per una torta poi! Prova della sua incapacità! Motivo di ribrezzo di se stessa!

Se solo avesse visto la scaltrezza con cui Thomas, figlioccio dell’amica, s’approdava furtivamente a scoprire come s’afflosciano le torte a forno aperto, delegando poi l’onere del danno alla nostra povera Vanessa!

inadeguatamente adeguati

Se solo avesse visto quanti Thomas, nella sua vita, son cresciuti su quelle che vedevano delle spalle più forti su cui potersi aggrappare.

Quanto si è duri con se stessi quando non si contempla altra risposta se non quella che più ci fa male!

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