COME PRENDERSI CURA DI SÉ

Impariamo a prenderci cura di noi stessi venendo dapprima presi in cura dagli altri.
Solitamente questo avviene nelle prime esperienze relazionali di vita con la figura che si prende cura di noi, come un genitore, un parente o una figura a cui veniamo lasciati.
Affinché possa esserci questo “passaggio di consegne”, tale figura deve riuscire con i suoi gesti a far cessare il mix di sentimenti spiacevoli che in un dato momento stiamo vivendo.
La paura da separazione per solitudine protratta; la rabbia da protesta per mancato accudimento; la tristezza da perdita affettiva, fino alla disperazione e distacco emotivo per assenze più durature.
In pratica, sentimenti associati a condizioni di fragilità, vulnerabilità e impotenza.
Nel bambino tali sentimenti compaiono in specifiche situazioni.
Quando si percepisce un pericolo, ad esempio, o una solitudine prolungata nel tempo, o un dolore a livello psico-somatico, o ancora un’eccessiva stanchezza e perdita di energie.
Nel momento in cui questo avviene, il genitore può approcciarsi al bambino in modo tale da permettendogli di non sentirsi più così fragile come si stava sentendo.
Ad esempio, prendendolo in braccio e cullandolo, o allattandolo, o facendogli sentire il contatto diretto con la pelle calda e morbida del genitore.
In pratica, accudendolo e permettendogli così di sostituire i suoi sentimenti dolorosi con sentimenti più piacevoli, quali quelli di sicurezza, conforto, sollievo, gioia, fiducia e amore.
Nel fare questo il bambino impara che, al suo specifico bisogno attaccamento al genitore, possono corrispondere specifici gesti di accudimento capaci di farlo stare meglio.
Durante l’età adulta saranno simili gesti, compiuti sulla scia del sentimento dell’essere stati accuditi, quelli che l’adulto cercherà di rivolgere verso di sé per far cessare i propri disagi.
In assenza di tali ricordi, al contrario, l’adulto non saprà come placare in lui tali disagi, malgrado possa ben sapere come prendersi cura di chi percepisce come più fragile e vulnerabile.
Nel corso della terapia si cerca di aiutare la persona a rivolgere verso di sé quelle stesse cure che talvolta riesce ad avere nei confronti di persone più fragili, come un figlio o un animale domestico.




